Io, Diana, Lucas, la finale dei mondiali e una vagina artificiale.

(Post un po’ fuori dagli schemi di questo blog ma avevo un’ora libera prima di prendere il treno e poi mi sembrava una storia carina da raccontare, adatta a tutti quelli che la vita è una palla, sempre le stesse cose.)

Può capitare di restare soli a Bressanone. Non dovrebbe ma capita. A me è capitato ieri, e la sera c’era pure la finale dei mondiali. Per un attimo penso di vederla in camera, in hotel, dato che per una volta c’è pure un televisore decente. Ma guardare la finale dei mondiali in hotel da soli è triste, troppo triste a prescindere dalle stelle dell’hotel e dalla qualità della tv. Decido allora che, solo per essere solo, tanto vale esserlo in un locale pubblico. Entro così in un locale pieno zeppo di crucchi e chiedo al classico cameriere altoatesino – quello che parla tre lingue in scioltezza – se per caso c’è posto per uno, per me solo, dove magari si vede la partita.
Lui mi dice di aspettare un attimo.
Prego, faccio io. Continua a leggere

Aspetto l’estate tutto l’anno e all’improvviso eccola qua: venti motivi (più uno) per cui l’estate è la più bella stagione dell’anno

Non c’è che una stagione: l’estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L’autunno la ricorda, l’inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla.
Lo diceva Ennio Flaiano, lo stesso secondo il quale i giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto (mentre tutti gli altri fanno solo volume). Cinque o sei giorni indimenticabili che, quindi, devono cadere necessariamente  d’estate.
Vediamo allora di capire un po’ perché l’estate è veramente la stagione più bella e importante dell’anno. Continua a leggere

I Tipi da Spiaggia: breve catalogo di persone estive

L’importante è iniziare.
Cosa c’è di meglio dell’Estate, del mare, del gelato, dei bermuda, delle t-shirt, delle docce senza phon a seguire?
Niente, probabilmente. E a quelli che odiano il caldo, a quelli che “non vedo l’ora che arrivi l’Inverno”, a quelli che “mi annoio a stare senza far nulla” (soprattutto a questi ultimi), abbiate il coraggio di dire: non rompete i coglioni. Piuttosto che fare il conto alla rovescia per la fine dell’Estate, andatevene in Siberia che là c’è tanto fresco e tanto lavoro da fare..
Noi altri , invece, diciamo: benvenuta Estate. E che tu possa durare più a lungo possibile. E, soprattutto, che tu possa superare l’inizio il prima possibile.
Sì, perché anche le cose belle hanno i loro momenti difficili e l’Estate non fa eccezione. Il momento difficile dell’Estate è il suo inizio, cioè quel periodo tra giugno e luglio in cui la gente, venendo da mesi di freddo/neve/fresco/pioggia, non ha la più pallida idea di come gestire quella splendida avventura che è andare a mare. Continua a leggere

I Rosiconi

Rosicare è umano.
Recenti studi hanno dimostrato che nell’87% dei casi la felicità altrui è insopportabile. I motivi possono essere vari: perché è immeritata, perché ci è stata scippata, oppure perché – semplicemente – è altrui. Ossia degli altri. E, quando si tratta di cose belle, gli altri non siamo mai noi.
Non è mai stato chiarito del tutto se l’invidia sia o meno la più alta forma di ammirazione. Quel che è certo è che è un sentimento umano e, molte volte, assolutamente inevitabile. Tuttavia, così come c’è modo e modo di vincere e così come c’è modo e modo di perdere, c’è anche modo e modo di rosicare. Continua a leggere

La giornata di uno scrutatore: ovvero perché la Democrazia semplicemente non funziona

Chi ha avuto la possibilità di lavorare al seggio elettorale nei vari ruoli disponibili (presidente, segretario, scrutatore) ha avuto, al contempo, un onore e un onere. L’onore di capire come funziona il processo democratico e l’onere di toccarne con mano i difetti. Sì, perché basta aver lavorato una sola volta nella vita al seggio per avere la risposta a quella domanda che tutti, prima o poi, ci siamo fatti. E cioé: ma come cazzo ha fatto quello là a vincere le elezioni?
Io (che al seggio ci ho lavorato più di una volta) tenterò di elencare le varie tipologie di elettori italiani in modo da dare la possibilità a tutti (anche a chi in un seggio non ci è mai entrato) di risolvere l’enigma.  Partendo da una regola generale: benché si voti dal 1946, per un italiano ogni elezione è sempre la prima volta. E come ogni prima volta che si rispetti, nessuno ha ben chiaro come si deve comportare.
E dunque, iniziamo. Continua a leggere

Sporchiamo la Puglia

[ Questo post è un rapidissimo spot pubblicitario. Ma se lo  meritano]

Inchiostro di Puglia si propone di sporcare la Puglia.
Come sporcare? Sporcare la nostra (ancora) bella regione? Ma sono pazzi?
No, scusate. Riformulo. Inchiostro di Puglia si propone di macchiare la Puglia. Un attimo, e vi spiego. Inchiostro di Puglia vuole macchiare sì la nostra regione ma non in senso letterale bensì in senso letterario. Macchiarla d’inchiostro, addirittura con quello informatico, fatto di bit e di bytes e non di prodotti chimici così sono contenti anche gli ecologisti più radicali. Inchiostro di Puglia nasce e cresce come un progetto volto a raccontare il tacco del paese che sembra una scarpa. A farlo raccontare da chi ci vive e da chi ci è vissuto.
Guardatela, la nostra regione. E immaginate che in ogni paese, in ogni città, in ogni luogo ci sia una macchia che corrisponde a una storia. Inchiostro di Puglia fa questo. Percorre la nostra regione con un trerrote un po’ scassato e un po’ troppo lento. La percorre in lungo e in largo, senza un ordine prestabilito, da Bari a Lecce, da Lecce a Ostuni, da Ostuni a Molfetta, da Molfetta a Taranto, e chiede a qualcuno che in quei luoghi ci ha lasciato un pezzo di vita (per non dire un pezzo di cuore) di raccontarlo attraverso i suoi occhi e la sua penna. Il risultato è una mappa che è un po’ un cocktail di geografia e poesia, di economia e umorismo, di rimpianti e sogni, di umorismo e commozione.
Domani questo trerrote fa tappa a Bari e, per l’occasione, mi hanno invitato a farci un giro.
Venite anche voi a ballare in Puglia e vediamo un po’ che succede.
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Ps. Il Trerrote è metaforico non è che ci sta davvero eh!

Ormai siamo troppo giovani: la nostalgia di chi ha a disposizione più “domani” che “ieri”

Quand’è che siamo diventati vecchi? Quando è accaduto?
Il dicembre 1999 sembrava ieri. Tutti parlavano del capodanno del 2000 e dei megafesteggiamenti. Tutti stilavano delle classifiche per sintetizzare il meglio del Novecento: lo sportivo del secolo, il personaggio del secolo, la canzone del secolo, la partita del secolo, il libro del secolo, il film del secolo. Tutti erano eccitati per il futuro anche se stava sempre il rompicoglioni – quello è sempre esistito – che ripeteva beh, tecnicamente dovremmo festeggiare l’anno prossimo! Il 21° secolo infatti inizia dal 2001 e blabla.
Sembrava ieri. E oggi mi trovo a dover spiegare a una tredicenne che cos’era il Millennium Bug e quanto fosse emozionante lo spauracchio di un mondo che, da un secondo all’altro, poteva sprofondare in un medioevo post-apocalittico.
Quand’è, allora, che siamo diventati vecchi?
O meglio: quand’è – e soprattutto perché – siamo diventati nostalgici come i vecchi? Continua a leggere