Perché un blog?

Da qualche mese a questa parte la gente quando mi incontra non mi dice più «tu stai bene!» (Grazie Dio! Grazie!) bensì mi domanda «ma perché non ti apri un blog?». Nelle loro menti il ragionamento è infatti il seguente: apri un blog → diventi famoso → diventi ricco → puoi ricaricare la postepay → al bar puoi alzarti, tirare fuori la carta e dire «ragazzi lasciate faccio io». Capito? Così, liscio, come 2+2+2+2=8. E poi dicono che i giovani non sognano più. «Ma tanto mica ti costa nulla no?», ribattono, «se va, abbiamo svoltato (abbiamo? HO SVOLTATO, tutt’al più), se non va, non succede niente». «E dunque perché non ti apri un blog?» Be’ provo a spiegarlo razionalmente:

  • Perché non scrivo a comando ma scrivo quando mi va o quando mi succede “qualcosa”. E il tasso di voglia e il tasso di avvenimenti, in questo momento della mia vita, è pericolosamente vicino allo ZERO.
  • Perché la gente fa quello che è abituata a fare: apre il browser che ha pre-installato, controlla la mail che si è aperta nel 2004 (spesso con nomi imbarazzanti), va su Facebook, si fa i cazzi degli altri e, se è abbastanza curiosa e abbastanza attiva, clikka sui link di Youtube per vedere un video divertente o per ascoltare una canzone che già conosce (mentre evita quelle che non ha mai sentito, mai capita sta cosa, dovrebbe essere il contrario…boh). E dunque figuriamoci se va a LEGGERE una cosa su UN BLOG MAI SENTITO.
  • Perché ho (quasi) 26 anni. E siccome, come tutti i grandi maledetti della storia, morirò a 27 anni (non ho ancora deciso se per overdose di vodka al caramello o facendomi esplodere al chiringuito cercando di portare con me all’inferno quanti più stronzi inutili possibile) non penso abbia molto senso aprirsi un Blog per un anno.
  • Perché i Blog con 3 visualizzazioni annuali sono tristi come i salvadanai vuoti lasciati a prendere la polvere su una mensola dell’armadio.
  • Perché «prima o poi lo faccio» ma il poi è sempre più rassicurante, più favorevole, più propizio. Del tipo: cazzo lo apro a Giugno? Tra un po’ tutti saranno a mare. Rinvio a Settembre. Cazzo lo apro a settembre? A sto punto aspetto Gennaio, anno nuovo, vita nuova. E così via.
  • Perché non so abbinare i colori dei vestiti. Figuriamoci se azzecco quelli del layout del Blog. E poi dove lo apro? Su Blogger o su WordPress? E poi con che carattere dovrei scrivere? E di quale colore? E di che grandezza? E poi siamo sicuri che si legga bene su quello sfondo?
  • Perché tra le 3 visualizzazioni annuali ci sarà sicuramente il tipo che s’innamorerà della mia scrittura, mi manderà un messaggio privato e mi dirà «lo sai mi fai morire dalle risate, secondo me hai un grande talento, fine settimana prossima sono dalle parti di Bari, ti va di prenderci un caffè insieme?». Io, tutto contento, dirò «certo, anche se non bevo caffè, molto volentieri». E andrò all’appuntamento. E il tipo si rivelerà essere uno psicopatico che mi ucciderà a colpi di chiave inglese e scaricherà il mio cadavere nella campagna intorno a Decathlon.
  • Perché se poi lo apro, poi finisce che ci credo.
  • Perché NON è vero che «se non va, non succede niente». O meglio. È vero. Ma sarebbe un problema. Sono così stanco, così sfiduciato, che se «non succede niente» – come non succede mai niente nella mia vita – be’, ragazzi miei, il colpo mi farebbe male.

Nove motivi altamente razionali per non aprire un blog. E potrei pure continuare. Perché non avrei la costanza di aggiornarlo, perché mi scordo puntualmente le password, perché dovrei fare altro, eccetera, eccetera, eccetera. Eppure ho deciso di aprirlo. Perché? Per due motivi che battono tutti gli altri contrari.

  • Perché mi sono rotto il cazzo della gente che mi dice «ma perché non ti apri un blog?». E ora che l’ho aperto voglio proprio vedere quale sarà il prossimo tormentone: «perché non scrivi un libro?», «perché non ti metti le lenti a contatto?», «perché non ti fai un tatuaggio?», boh, staremo a vedere.
  • Perché SOPRATTUTTO questo: posso pure sopportare oggi la gente che mi dice «ma perché non ti apri un blog?» ma quello che non potrei sopportare sarebbe incontrare, tra dieci anni, un vecchio amico analfabeta diventato imprenditore di successo che mi dice – a me che lavorerò in un call center a 3 euri lordi l’ora – «eh chissà… SE TI FOSSI APERTO UN BLOG…».

Quindi, toh, l’ho fatto.

 

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18 thoughts on “Perché un blog?

  1. complimenti per il blog . Anch’io sono all’ amletico dilemma apro un blog o no .
    Sono un’ infermiera del 118 e letto il tuo articolo sugli amici medici sono sempre più convinta che la gente “comune” debba sapere cosa è un’ emergenza e cosa una ” stron…..”
    Perciò grazie penso che lo aprirò.
    Simona

  2. Qualora dovessi indire una plebiscito circa le modalità del tuo trapasso in occasione del tuo genetliaco, sappi che voterei sempre la proposta che prevede più sofferenza e guadagno per il genere umano. quindi preferirei ti portassi appresso quanti più stronzi possibile facendoti esplodere al chiringuito.
    Auguri.

  3. tra i motivi per non aprire un blog hai dimenticato di citare il tipo che ti scrive per dirti “ehi anch’io ho un blog, ti va di dare un’occhiata?” o peggio “anche a me piace molto scrivere, se vuoi posso inviarti un mio racconto così mi dici cosa ne pensi”

  4. Ti avrei amato anch’io, ma adesso che sei diventato famoso e tutti ti postano sui social network ti immagino andare a fare i bagni di folla al chiringuito con le scarpe slacciate e una foto del lungomare di sera sull’ iphone5. Sorprendimi!

  5. Ti avrei amato anch’io, ma adesso che sei diventato famoso e tutti ti postano sui social network ti immagino andare a fare i bagni di folla al chiringuito con le scarpe slacciate e una foto del lungomare di sera sull’ iphone5. Sorprendimi!

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