Essere Joe Bastianich: saggio sul significato, la portata e i limiti dell’esportazione dell’alta cucina ai poveracci.

L’immaginario enogastronomico e la dura realtà.
Gordon Ramsay. Graham Elliot. Joe Bastianich. Carlo Cracco. Bruno Barbieri. Antonino Canavacciuolo. Questi nomi, non troppo tempo fa, non dicevano nulla. E se qualcuno, un paio di anni fa, mi avesse detto due stelle Michelin io avrei pensato a degli penumatici particolarmente buoni ed efficienti. Adesso invece quei nomi sono delle star e andare in un ristorante stellato è una curiosità che mi vorrei togliere prima o poi, come far volare un aquilone o suonare in una rock band.
Nulla di male. Anzi. I programmi di cucina come Masterchef, Hell’s Kitchen e Cucine da Incubo sono il miglior apporto che il digitale terrestre abbia recato alla vita televisiva italiana. Fanno capire meglio un ambiente interessantissimo, sono stra-divertenti, magari creano pure qualche posto di lavoro e poi ti insegnano un sacco di cose: come funziona una cucina, come si prepara un menu coerente, come si umiliano le persone. Se solo riuscissi anche ad imparare lo sguardo pietrificante che Carlo Cracco assume quando sta per assaggiare un piatto che fa schifo, le mie uscite serali sarebbero di gran lunga migliori.
Del tipo:
Renà, oggi si va alla Spirit!
E io:
chef-carlo-cracco
Ecco, vorrei proprio vedere se non si cambia destinazione poi.
Ma non divaghiamo. Insomma sulla moda dell’alta enogastronomia, nulla di male e tutto bene. Continua a leggere

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Siamo solo amici

Siamo solo amici. Una frase spartiacque: quando viene detta si crea un “prima” in cui potevi fingere di non saperlo e un “dopo” in cui o sei sordo oppure devi fartene una ragione. La cosa tragicomica è che da fuori nessuno si accorge della differenza tra il prima e il dopo. Il SOLO AMICO incassa in silenzio, fa i conti con la sentenza all’interno ma all’esterno non cambia il suo comportamento. È fedele alla linea come nemmeno un senatore del Movimento 5 Stelle sa essere. È un vero signore d’altri tempi, un masochista d’antologia, uno zerbino da mercato rionale. Accetta tutto con un sorriso. Quando LEI corregge qualcuno che aveva equivocato dicendo «No, ma che hai capito! Io e lui siamo solo amici!», il SOLO-AMICO conferma, fa sì-sì con la testa sfoggiando un sorriso tranquillo mentre delle ruspe stanno devastando il suo animo e il suo cuore sta cuocendo alla perfezione come un filetto alla Wellington cucinato da Gordon Ramsay. Quando LEI ha bisogno di lui del tipo «Ciao, senti tra un sei-sette mesi è il compleanno del mio ragazzo, tu hai più o meno la stessa taglia ti scoccia se ti chiedo il favore di farmi da modello personale per un pomeriggio?», il SOLO-AMICO è più veloce del 118: «Ahah (finta risata) ma no figurati, lo faccio con piacere, sarà divertente»-«Grazie! Sei un tesoro! Allora senti si è aperto un outlet poco lontano da Cividale del Friuli…potremmo andare là (traduzione: passami a prendere e accompagnami) – «Ok Ok nessun problema (traduzione: nessun problema)». Continua a leggere