Il regalo di Natale nell’epoca della sua riproducibilità tecnica: ovvero come evitare di deludere gli altri (anche) nel giorno più bello dell’anno

Che i regali da fuori siano più o meno tutti uguali non è un problema: così come l’abito non fa il monaco, la carta e i nastrini non fanno il regalo. Il regalo lo fa, come ovvio, il contenuto. Ma oggi i regali sono diventati più o meno tutti uguali sia da fuori che da dentro. E questo, invece, è un bel problema. Ti trovi davanti vari regali. Li prendi. Li scarti. E non fai più ohhh o ihhh e neppure noooo ma semplicemente ah! Detta in altri termini: i regali di Natale ormai sono diventati terribilmente standardizzati. Capita sempre più spesso che due persone ricevano la stessa cosa o che una  persona riceve la stessa cosa da due persone diverse. E se è vero che ciò che conta è il pensiero, delle due l’una: o la gente non pensa più o pensa tutta alla stessa maniera. O magari entrambe le cose. Non c’è da sorprendersi, in fondo. Il mercato, oggi, è sia enorme sia facilmente esplorabile così che solo chi ha molto tempo (o soldi) da spendere riesce a trovare qualcosa di sconosciuto, di sorprendente, di personale. Di qui, dunque, una domanda sorge spontanea e si staglia all’orizzonte dei Natali del terzo millennio: come faremo a sorprendere le persone in un’epoca in cui anche la più piccola sciccheria – anche quella costruita a mano dai bambini ciechi del Perù – è potenzialmente conosciuta e acquistabile da tutti attraverso un clic fatto dal salotto di casa propria? La risposta come al solito è boh. Però, se sorprendere le persone è difficile, non deluderle è possibile. Insomma: il regalo del millennio lo puoi anche non fare ma quello di merda non lo devi fare. Di seguito una serie di consigli su cosa non comprare per non deludere i vostri cari.

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Bilanci, programmi, propositi: la Santissima Trinità del 31 Dicembre

Un giorno uno e trino.
Un tipo una volta scrisse che i giorni che contano nella vita di un uomo sono cinque o sei in tutto, gli altri fanno volume. Non saprei. Quello che è certo è che, nell’anno di un uomo, ci sono alcuni giorni che rompono: le cosiddette Grandi Rogne dell’anno. Le Grandi Rogne sono quei giorni in cui tutti si aspettano che tu faccia qualcosa e che ti organizzi per fare qualcosa: Pasquetta, Ferragosto, ultimamente anche Halloween (thank you Usa), e, ovviamente, Capodanno.
Tra questi, Capodanno è senza dubbio il peggiore. Perché il 31 Dicembre è un giorno che ti costringe a confrontarti con il tempo in tutte le sue tre canoniche dimensioni: il Passato, il Presente, il Futuro. E da questo confronto ne esci spesso distrutto. Continua a leggere