Un Moderato Delirio: sopravvivere a Bari

Lo dico subito. Ho scritto un libro. Questo.

Un moderato delirio
Ma siccome nessuno ne farà una recensione e nessuno mi intervisterà, ho pensato di fare da solo. Come sempre. Di seguito l’intervista in anteprima che sarà poi trasmessa, a rete unificate, il 31 Dicembre al posto del solito e noioso messaggio del Presidente della Repubblica.

D: Allora, signor Nicassio…
R: La prego, mi chiami Renato.
D: D’accordo, Renato. Dunque, alla fine, anche lei ci è cascato. Si è venduto.
R: No, guardi, non le permetto di…
D: Suvvia, non c’è niente di male dopotutto. In fondo ha resistito a lungo. Lo sa che l’hanno anche fotografata con indosso un maglioncino di Fred Perry?
R: Un attimo. Prima di tutto, come ha anche indirettamente ricordato lei, ho una certa età. Quindi non dica “maglioncino” che mi fa innervosire. Poi, quell’indumento non era nemmeno mio. Me lo sono messo perché non avevo altro a disposizione. Per il resto i miei negozi di abbigliamento restano Decathlon e, quando sono in vena di classicità, Piazza Italia. Anzi. Mi faccia fare un appello ai miei amici più grandi o più fortunati: sbrigatevi a sposarvi perché l’unica giacca che ho, quella comprata all’epoca delle feste dei 18 anni, non so quanto ancora possa andarmi bene. Ecco, lasci perdere i vestiti e parliamo di quello per cui siamo qui. Continua a leggere

Come (non) eravamo: il luogocomunismo come stile di vita

Quando devi fare pulizia del tuo passato la devi fare nel vero senso della parola. Così, per fare un po’ di posto al futuro, stavo rovistando tra vecchi quaderni e vecchi fogli per decidere cosa tenere (poco) e cosa gettare (tantissimo). Mi sono ricapitati tra le mani dei fogli che non ricordavo nemmeno di avere. Si tratta di alcune tavole che avevo preparato per un progetto di sito internet che avrebbe dovuto chiamarsi LuogoComune o qualcosa del genere: una specie di contenitore di paraculate e ironie a buon mercato. Ovviamente non se ne fece nulla. Va detto che all’epoca coltivavo ancora il sogno di poter fare il fumettista, almeno per hobby. Oggi non coltivo più nulla. E se dovessi tornare a farlo, coltiverei un po’ di canapa ché almeno così qualcosa guadagnerei. Ma non ho il pollice verde e quindi sarà per un’altra vita. Continua a leggere

L’Etica Barese e lo Spirito del Chiringuito

Introduzione: un bar alla fine del mondo.

Quando a Bari arriva l’estate la popolazione si spacca in due correnti: quelli che la sera vogliono andare al Chiringuito e quelli che non ci vogliono andare. Nonostante l’evidente contrapposizione questi due gruppi sono in realtà identici: entrambi, la sera, al Chiringuito ci vanno.

Siccome dalle statistiche di questo Blog apprendo che qualche anima sperduta legge anche dagli USA o dal Lussemburgo mi trovo costretto a spiegare brevemente cosa è il Chiringuito.
Il Chiringuito è un bar, un piccolo bar, dove la gente va a prendersi un cocktail o più frequentemente una birra cioè una Peroni (qua a Bari è la stessa cosa) e poi esce perché il Chiringuito è piccolo per davvero. E dove va la gente dopo essere uscita dal Chiringuito con la sua birretta in mano? Semplice, va fuori e ci resta. E cosa c’è fuori?, si chiede il tipo che mi sta leggendo da Miami, Florida. Beh fuori c’è il mare. Cool, dirà a questo punto il nostro amico americano. Il mare? Bello! Beati voi!, dirà con accento marcato il lettore lussemburghese. Ora, amici esteri o amici italiani al di là dell’Ofanto, è bene che voi cancelliate l’immagine di un bar fatto di foglie di palma che si affaccia su una spiaggia bianca lambita da un mare cristallino. Il Chiringuito si trova al mercato del pesce, accanto al molo dove ormeggiano barche malandate che galleggiano su un’acqua la cui analisi della sua composizione chimica ha dato risultati di tossicità pari a quelli post-disastro di Fukushima e il cui odore è una composizione di eau di pesce, kerosene e legno fradicio.
Eppure, nonostante ciò, quando a Bari arriva l’estate la gente di Bari, alla sera, la trovi al Chiringuito.
Lo scopo di questo breve saggio sarà pertanto scoprire la ragione d’essere di un sabato sera al mercato del pesce. Continua a leggere