Gli Zerbini

Quelli che ben zerbinano.
Sono intorno a noi, in mezzo a noi e in molti casi siamo noi. Solo che è difficile accorgersene perché quando diventi uno zerbino il mondo che vedi da là sotto, in basso, da una nuova prospettiva, ti sembra quello di tutti i giorni, quello di sempre, il solo e unico che tu abbia mai conosciuto. Non riesci a capire che qualcosa è cambiato. Non riesci a cogliere che la tua prospettiva adesso è totalmente diversa, che il resto del mondo è rimasto alto e tridimensionale mentre tu sei diventato basso e piatto. Ma soprattutto non ti accorgi che il resto del mondo (ma soprattutto qualcuno o qualcuna) adesso ti cammina sopra, un piede alla volta e magari se li pulisce pure . E nessuno, o quasi, te lo fa notare perché, in fondo, avere qualcuno su cui pulirsi le scarpe fa comodo a chiunque.

Modelli di spiegazione e la condanna del portiere.
Cosa porta un uomo in perfetta salute psicofisica a trasformarsi in uno zerbino? Come spesso accade, ci sono diverse scuole di pensiero.
Alcuni studiosi propendono per una spiegazione deterministica di tipo genetico: ci sarebbero cioè persone geneticamente portate a manifestare i sintomi dello zerbinaggio verso l’età adolescenziale e adulta.
Altri, invece, sostengono che le cause siano ambientali: è il contesto sociale ed economico a trasformare gli uomini in degli stracci da marciapiede e da androni metropolitani.
In realtà gli studi più convincenti hanno dimostrato che entrambe le cause hanno un peso considerevole. Si prenda, ad esempio, il caso classico del calcio amatoriale infantile.
Un bambino debole di carattere e sprovvisto di particolare talento se calato in un ambiente in cui i suoi coetanei sono caratterialmente forti e calcisticamente bravi, nell’ 84% dei casi si autoimmolerà andando in porta a collezionare lividi e figuracce. Studi ulteriori hanno poi dimostrato che il 72% di coloro che sono stati portieri volontari a 11-15 anni, una volta raggiunti i 18 anni, hanno tre volte maggiori probabilità di finire nella Friendzone a fare gli zerbini a ragazze incredibilmente inconsapevoli dei loro sentimenti rispetto agli ex centrocampisti e attaccanti.
Considerata dunque la compresenza del fattore genetico-caratteriale e del fattore ambientale passiamo a distinguere i principali casi di zerbinaggio. Li distingueremo preliminarmente dunque non in base alle cause bensì in base ai fini. Sì, perché il più delle volte ci si trasforma in zerbini per ottenere qualcosa.

Gli zerbini per necessità.
Sono quelli che rinunciano alla dignità e alla loro consueta statura semplicemente perché si trovano in uno stato di necessità. La stragrande maggioranza degli zerbini per necessità li trovi non a caso nell’ambito lavorativo. Sono quelli che durante i colloqui dicono sempre che questo lavoro significa molto, tanto, tantissimo, è il mio sogno sin da bambino. Più o meno come Ibrahimovic, ma senza gli stipendi di Ibrahimovic. Sono quelli per i quali durante le ore di lavoro – e anche oltre – non è mai (e dico mai) un problema fare una cortesia al loro capo, anzi è un piacere.  E sono anche quelli – i pochi tra gli zerbini – che quando tornano a casa sentono tutto il peso di esserlo.

Gli zerbini per carriera.
Li riconosci subito a scuola e soprattutto all’università. Sono quelli che si mettono in prima fila e che scattano come Usain Bolt non appena il docente chiede di distribuire le dispense nell’aula. Sono quelli che ridono alle sue battute e che annuiscono sempre, a prescindere se conoscono o meno l’argomento di cui si sta parlando: l’importante è fare sempre sì-sì con la testa così che a chi sta dietro sembrano dei fottuti pupazzi a molla, come quelli che alcuni tengono come soprammobili sulle scrivanie. Sono i primi ad alzare la mano quando il professore chiede se c’è qualche domanda e, nove volte su dieci, la loro domanda non è altro che l’ultima cosa appena detta dal professore con l’aggiunta di “ma quindi”.
Esempio:
Docente: …e dunque concludiamo dicendo che il trattamento medico più adoperato per l’Iperplasia Prostatica Benigna  prevede la prescrizione di alfa-bloccanti. Ci sono domande?
Zerbino per carriera: Sì. Ma quindi il trattamento medico più adoperato per l’Iperplasia Prostatica Benigna  sono gli alfa-bloccanti?
Alcuni docenti ci cascano. Altri no e non li sopportano.

Gli zerbini per amore.
Gli zerbini per amore sono i più inconsapevoli e più struggenti. Mentre infatti gli zerbini per necessità e gli zerbini per carriera hanno – più o meno – consapevolezza della loro natura e del loro scopo, gli zerbini per amore subiscono la metamorfosi quasi senza accorgersene. Un giorno erano persone normali, maschi in salute, alti 1 metro e 75 e anche più, e all’improvviso diventano pezzi rettangolari di stoffa pelosa adiacenti al livello del mare. Il motivo di questa repentina trasformazione è l’incontro con lei che, a ben vedere, è allo stesso tempo causa e fine del tutto. Infatti si diventa zerbini per lei sia nel senso di “a causa sua” sia nel senso di “per averla/per restarci insieme” . Se ne desume che gli zerbini per amore comprendono sia corteggiatori – cioè quelli che tentano di mettersi insieme ad una persona – sia fidanzati – cioè quelli che tentano di non farsi lasciare. I primi sono al gradino più basso della scala sociale: si umiliano, tradiscono i propri ideali e il proprio credo e non sono nemmeno sicuri del risultato. I secondi almeno in teoria qualcosa, dopo cena, dovrebbero riuscire a portare a casa. In teoria.
Data l’estrema varietà dei casi che comprende questa categoria generale, se ne dà qui una piccola classificazione.

  • I tassisti: sono gli zerbini che accompagnano lei a qualsiasi ora, a qualsiasi condizione atmosferica e dovunque lei voglia, nei casi più gravi anche a comprare il regalo per il tipo che le piace. Lo zerbino tassista – che riesce comunque ad elevarsi ad un’altezza tale da vedere la strada – è il tipo che non vuole sentire ragioni: anche se la comitiva ha deciso di andare a Ostuni e lui si trova a Monopoli (per i lettori non pugliesi: grosso modo a metà strada), va a prendere lei che abita a Bari e fa il triplo dei chilometri necessari. E se lei vuole pagargli la benzina, lui mette su una faccia alla James Dean e dice macché scherzi? Non se ne parla neppure.
  • I camaleonti: sono gli zerbini che modellano i propri gusti su quelli di lei. Lui è un patito di rock anni ’70 e lei ascolta Hip-Hop italiano anni ’00? Nel giro di ventiquattro ore, l’autoradio mp3 di lui ha a disposizione tutta la discografia di Fabri Fibra, di Salmo, di Entics, di Emis Killa e persino de il Nano.
  • Le frittate: sono gli zerbini che, come le frittate, vengono voltati e rivoltati in padella da lei che gli fa credere nella stessa giornata che A) lo ama, B) ha bisogno dei suoi spazi, C) non sa immaginare una vita senza lui, D) ha bisogno di una pausa, E) ci possiamo riprovare,  F) lei e sua sorella hanno bisogno di un passaggio all’aeroporto.
  • Gli scollegati: sono gli zerbini che hanno perso ogni contatto con la realtà e con la logica elementare, quella del tipo: fa freddo → mi metto un maglione. Sono quelli che, dopo mesi di disonorevole lavoro e impegno umiliante, vengono scaricati con un “ma io non ti amo” e rispondono “possiamo superarla”. Nel frattempo i suoi amici lo aspettano a casa con uno striscione di quattro metri per tre con sopra scritto a lettere rosse: MA CHE CAZZO STAI DICENDO?
  • Gli zerbini formato famiglia: sono una terribile sintesi dei casi sopracitati che fanno tutto quello che fanno le altre classi di zerbini ma esteso agli amici e alla famiglia di lei. Uno zerbino formato famiglia fa il tassista ad amiche, amici, cugini e cugine di lei. Finge interesse e piacere nei confronti di gusti, idee, scelte e opinioni di tutte le persone che la sua Lei trova simpatiche e interessanti. E si fa prendere per il culo da tutti loro.
  • Gli attaccapanni: spesso fidanzati, gli attaccapanni sono quelli che ostentano indipendenza, autonomia e persino insofferenza nei confronti delle richieste di lei. Un attaccapanni è quello che, quando riceve un suo messaggio in cui lei lo avverte che è pronta, sbuffa davanti agli amici: mo che palle ‘sta rompicoglioni! L’attaccapanni guarda i culi delle altre e sbava davanti agli amici: mo quanto sta bona quella! L’attaccapanni racconta quello che ha fatto ieri e dice agli amici: mo che film di merda voleva farmi vedere! Col cazzo io però!
    Però poi la va a prendere e guai a farla aspettare. Però poi cammina mano nella mano e le dà i bacetti ogni tre passi. Però poi la partita non l’ha vista comunque. E gli amici scuotono la testa sapendo bene che uno zerbino che si crede un attaccapanni resta sempre uno zerbino.

Zerbino

P.S.

Ma perché hai scritto al maschile? Che forse tutti gli zerbini so’ maschi e tutte quelli che si sfregano i piedi su di loro so’ femmine? No, ovvio che no. Però non è che posso coordinare verbi, aggettivi, pronomi, articoli per tutti e due i sessi, se no due palle.

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2 thoughts on “Gli Zerbini

  1. See, mica è solo una questione di pronomi! Lo zerbino donna, antropologicamente parlando, è tutto un altro tipo. Diciamo che ci hai offerto una metà della mela, probabilmente quella più divertente visto che lo zerbino è la risposta vivente (in negativo) a Marco Ferradini, “il guru dell’amore”.

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