Maschere, Morte e Minigonne: splendori e miserie di Halloween

Le Grandi Rogne dell’Anno
Nella vita quotidiana – quella che non passerà alla Storia ma nella quale passiamo gran parte delle nostre storie – c’è una legge sempre valida e molto chiara:

Nulla è più faticoso che fare qualcosa quando la gente si aspetta che tu debba fare qualcosa.

Pensateci. Le migliori giornate della vita, di solito, avvengono quando quelle giornate le hai organizzate un’ora prima di uscire. Un giro di telefonate e messaggi e poi fuori di casa a vivere ciò che non ti aspetti  e va benissimo.
Al contrario. Pensate a tutte quelle giornate in cui siete usciti di casa perché dovevate uscire di casa: il vostro compleanno, Pasquetta, Ferragosto, Capodanno, eccetera, eccetera, eccetera. A volte funzionano pure, spesso sono un disastro, sempre sono una fatica immane. In ogni caso ti viene puntualmente da dire ma chi me lo fa fare? La risposta è : gli altri, noi, la società, lo spirito del proprio tempo. Insomma lo fai perché quelle volte che non lo fai, ti senti un po’ male, un po’ fuori posto, un po’ in difetto. Un po’ come restare il sabato sera a casa. Continua a leggere

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Palle e Martello: dieci motivi (più uno) per cui gli Amici di Sinistra hanno rotto il cazzo

Votare a sinistra/Essere di sinistra Tutti – chi più chi meno – abbiamo un amico di sinistra. Attenzione. Non un amico che vota a sinistra. Un amico che è di sinistra. L’amico di sinistra è quello secondo cui Marx aveva predetto quasi tutto, quello che considera la situazione politica italiana di oggi uno schifo totale, quello che non passa un giorno senza rimpiangere Berlinguer anche se Berlinguer è morto nel 1984 e lui è nato nel 1987. L’amico di sinistra, insomma, è l’amico che voterebbe a sinistra se solo in Italia la sinistra esistesse ancora. Ora, io non so se la sinistra in Italia esiste ancora ma quello che so per certo è che gli amici di sinistra, loro sì, esistono ancora. Il che è senza dubbio interessante perché se, come amano ripetere gli stessi amici di sinistra, la sinistra non esiste più mentre loro invece sì, a rigor di logica dovrebbero farsi qualche domanda sul loro statuto ontologico o sulle loro responsabilità nei confronti della sinistra che non esiste più. E se il discorso ontologico piace tanto agli amici di sinistra, il discorso delle responsabilità invece no, quello proprio non gli piace. E questo è uno dei motivi per cui gli amici di sinistra hanno rotto il cazzo. Ma non è il solo. A seguire gli altri. Continua a leggere

Gli amici di una vita

Chi sono gli amici di una vita?
Senza rifletterci troppo si potrebbe rispondere: gli amici che conosci da una vita. Il che, detto da una persona la cui età inizia con un 2, potrebbe però anche suonare: gli amici che hai conosciuto quando eri piccolo e con cui sei cresciuto.
Non ci può essere vera amicizia senza una giovinezza condivisa, scrive infatti Antonio Scurati in un suo bel libro. E questo perché − proseguiva − l’amicizia non è un’affinità elettiva, non è una scelta deliberata e intenzionale. È una cosa casuale, una cosa gratuita.
Insomma, gli amici non sarebbero – come recitano immagini e stati commoventi che si diffondono su Facebook – dei “fratelli che ci siamo scelti”. Sono dei fratelli che, esattamente come i veri fratelli, ci sono capitati.
Si nasce, per puro caso, in uno stesso quartiere. Si fa, per puro caso, lo stesso sport. Si frequenta, per puro caso, la stessa scuola. Si hanno, per puro caso, gli stessi hobby e le stesse possibilità economiche. E il gioco è fatto. Agli esseri umani – conclude Scurati – capita di inciampare uno nell’altro e di fare un pezzo di strada assieme prima che la chimica ormonale completi i propri esperimenti con il corpo puberale. E, voilà, ecco l’amicizia, quella vera, ed eccoli, quegli uomini, testimoni l’uno dell’altro per il resto dei loro giorni. Continua a leggere

Nel cielo dei Pub: guida incompleta ai pub di Bari per sopravvivere alla domanda “dove possiamo andare stasera?”

Ode al Pub.
Il pub è una grande invenzione. Su questo non c’è alcun dubbio. È il luogo in cui si va quando si vuole mangiare qualcosa ma non troppo o bere qualcosa e anche troppo. E poi, diciamoci la verità: ormai nei pub, in alcuni almeno, si può mangiare anche bene, molto bene e le guide Michelin se ne stanno accorgendo.
Il pub ti consente di fare molte cose, è un luogo ibrido: un po’ ristorante, un po’ bar, un po’ pizzeria, un po’ cicchetteria. Il pub accoglie tutti: nel pub ci puoi trovare il professionista e lo studente, l’aspirante premier e il cassintegrato,  il solitario malinconico e la comitiva chiassosa. Il pub, insomma, è il luogo bastardo per eccellenza e proprio questo lo consacra a luogo simbolo delle serate postmoderne perché gli dei della postmodernità, a differenza di quelli del Re Lear, parteggiano davvero per i bastardi. Continua a leggere

Gli Zerbini

Quelli che ben zerbinano.
Sono intorno a noi, in mezzo a noi e in molti casi siamo noi. Solo che è difficile accorgersene perché quando diventi uno zerbino il mondo che vedi da là sotto, in basso, da una nuova prospettiva, ti sembra quello di tutti i giorni, quello di sempre, il solo e unico che tu abbia mai conosciuto. Non riesci a capire che qualcosa è cambiato. Non riesci a cogliere che la tua prospettiva adesso è totalmente diversa, che il resto del mondo è rimasto alto e tridimensionale mentre tu sei diventato basso e piatto. Ma soprattutto non ti accorgi che il resto del mondo (ma soprattutto qualcuno o qualcuna) adesso ti cammina sopra, un piede alla volta e magari se li pulisce pure . E nessuno, o quasi, te lo fa notare perché, in fondo, avere qualcuno su cui pulirsi le scarpe fa comodo a chiunque. Continua a leggere