L’insostenibile leggerezza del panzerotto (di Di Cosimo). In memoriam

[ Ieri, a Bari, è venuta a mancare un’istituzione e allora, in barba ai diritti d’autore, la omaggio con il capitolo dedicato tratto da Un Moderato Delirio – Sopravvivere a Bari ]

Le dimensioni contano.
Potete averne conferma facendovi un giro su alcuni siti internet che la mia educazione cattolica mi impedisce di digitare oppure facendo un salto alla celebre panzerotteria “Di Cosimo”. Poiché il correttore automatico di Word mi ha evidenziato la parola “panzerotteria” trovo assolutamente necessario parlarne. Il panzerotto di “Di Cosimo”, a Bari, è una specie di religione. E come tutte le religioni suscita reazioni differenti nelle persone. Ci sono, ovviamente, i fedeli, quelli per cui esiste solo un panzerotto – quello di “Di Cosimo” appunto –e non hanno alcun panzerotto al di fuori di Lui. Ci sono, altrettanto ovviamente, gli atei, quelli che non riconoscono la Sua esistenza e superiorità– perché è troppo grosso, troppo fritto o perché c’è troppa coda per prenderlo. E infine ci sono gli indifferenti a cui, con buona pace di Gramsci, appartengo pure io: riconosciamo la sua esistenza ma non lo veneriamo e siamo sempre disposti ad addentare altri panzerotti in altri posti.
Comunque vi poniate, il panzerotto di “Di Cosimo”, a Bari, è un’istituzione. Continua a leggere

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