I Tipi da Spiaggia: breve catalogo di persone estive

L’importante è iniziare.
Cosa c’è di meglio dell’Estate, del mare, del gelato, dei bermuda, delle t-shirt, delle docce senza phon a seguire?
Niente, probabilmente. E a quelli che odiano il caldo, a quelli che “non vedo l’ora che arrivi l’Inverno”, a quelli che “mi annoio a stare senza far nulla” (soprattutto a questi ultimi), abbiate il coraggio di dire: non rompete i coglioni. Piuttosto che fare il conto alla rovescia per la fine dell’Estate, andatevene in Siberia che là c’è tanto fresco e tanto lavoro da fare..
Noi altri , invece, diciamo: benvenuta Estate. E che tu possa durare più a lungo possibile. E, soprattutto, che tu possa superare l’inizio il prima possibile.
Sì, perché anche le cose belle hanno i loro momenti difficili e l’Estate non fa eccezione. Il momento difficile dell’Estate è il suo inizio, cioè quel periodo tra giugno e luglio in cui la gente, venendo da mesi di freddo/neve/fresco/pioggia, non ha la più pallida idea di come gestire quella splendida avventura che è andare a mare.

L’importante è andare.
Se il dio che controlla il tempo (colui per il quale ci sono sole e 42 °C il martedì e 13 °C e pioggia torrenziale la domenica)  lo consente, il weekend ci si organizza per andare a mare. E già qua la vita ci mette di fronte a due personaggi ossimorici, contrapposti e nemici, i quali, ovviamente, fanno parte dello stesso gruppo.

  1.   Il Casalingo: quello che a mare ci viene ma non deve essere troppo lontano. Sembra che, per problemi penali, sia costretto a rimanere al di qua del confine di Polignano a Mare: poco-poco supera l’uscita “Polignano a Mare Sud”, il braccialetto elettronico legato alla caviglia gli inizia a suonare. Il Casalingo crea problemi sia nello spazio sia nel tempo: non ci si può allontanare troppo e si deve tornare presto. Per far cosa non si sa.
  2. L’avventuriero: quello che se si deve andare a mare, allora conviene andare dove il mare è bello: cioè lontano. Come il milanese, l’avventuriero magnifica la costa salentina e, non importa dove di preciso (Gallipoli, Santa Maria di Leuca, Otranto ), per lui ci si impiega sempre “un paio d’ore al massimo”. In effetti i dialoghi conflittuali tra il Casalingo e l’Avventuriero spesso si risolvono proprio così: a Gallipoli? Fino là? No che cosa! – Ma dai, un paio d’ore al massimo e siamo là.

Alla fine, comunque, queste sono bazzecole, trasposizione estiva della diatriba invernale tra il Democristiano (quello che il sabato sera vuole andare in centro e solo in centro e per sempre in centro) e l’Estremista (quello che il sabato sera vuole andare nella provincia estrema perché c’è una macelleria dove si può  mangiare carne buonissima). Alla fine, infatti, un posto lo si decide: un punto sulla costa e tutti al mare. Poco prima della partenza si fa vivo il Bisognoso, quello che necessita di un costume da bagno perché i suoi li ha lasciati tutti in villa l’estate scorsa. Ma è un problema di facile soluzione: chiunque ha un costume da bagno ignobile, con una fantasia di colori messa al bando dalla Convenzione di Ginevra, che può prestare all’amico bisognoso.
È sulla spiaggia che poi vengono fuori le migliori qualità umane. E le peggiori miserie.

Breve catalogo di persone estive.

  • L’Albino in Incognito: è l’amico o l’amica che, per un intero inverno, ti sembrava assolutamente normale, perfettamente coordinato/a con il colorito medio nazionale. E invece a mare si palesa per quello che realmente è: un albino sotto copertura che, tolta per l’appunto la copertura di cappotti, camicie e jeans, mostra una pelle più bianca del bianco degli spot Dash. Come hai potuto non accorgertene? In fondo faccia, braccia, collo, si vedono anche a Febbraio. Eppure l’Albino in Incognito in quei mesi resiste. Ma da giugno in poi, è costretto a rivelare la sua vera natura.
  • La Bella d’Inverno: tutti abbiamo delle amiche che sono carine, che sono belle, che sono affascinanti. O almeno lo sembrano. Parliamo qui delle ragazze a cui si è solito riferirsi con frasi del tipo: che bel viso che ha! Che begli occhi! Molto fine, la ragazza. Che bel portamento. Ha uno stile delizioso. E poi, a mare, senza la camicetta, senza il pantalone nero, senza chincaglierie e orpelli, sei costretto a sgranare gli occhi e incocciare nell’ennesima delusione della tua vita. Cedimenti strutturali, celluliti striscianti, bucce d’arancia, non puoi credere che uno strato di vestito in meno possa celare così potentemente la verità. Eppure è così. C’è gente che è bella solo d’inverno.
  • I Muratori: sono quelli che passano la prima mezz’ora sulla spiaggia a lavorare con cazzuola e secchiello per spalmarsi sul corpo dieci strati di calce protezione 50. I Muratori di sesso femminile hanno in media tredici tubetti diversi, ciascuno pensato per proteggere-lenire-idratare zone del corpo diverse. Se provi ad obiettare che tutto ti pare un po’ esagerato, ti sommergono di informazioni circa l’importanza della protezione, della prevenzione, della preservazione. Appena sentono qualcuno dire “inizio a sentirmi un po’ bruciare”, accorrono come membri del 118 e offrono il loro armamentario.
  • Gli Spavaldi: sono quelli che liquidano creme e protezioni con uno sbuffo strafottente. “Mai messo niente io!” e corrono a giocare a beach volley. Alla sera sembrano dei vasi di terracotta giganti che piagnucolano “non toccarmi! non toccarmi! che brucia da morire”.
  • Il Traumatizzato: è la persona a cui, da bambino, genitori e parenti hanno inculcato una paura irrazionale nei confronti dell’ambiente marino e il poveretto è condannato a portarsela dietro per tutta la sua esistenza. C’è quello che non va dove non si tocca perché è pericoloso e c’è un cugino del cognato di un parente di mia mamma che ci ha lasciato la pelle: con le correnti non si scherza. C’è quello che non si toglie mai – mai! – le ciabatte/infradito perché sulla sabbia ci sono le siringhe dei drogati e nel mare ci sono ricci, scorfani, sparasalsa e chi più ne ha più ne metta. C’è quello che se per sbaglio e per distrazione accetta un tarallo alle 11:09 non si fa il bagno prima delle 13:09 perché da che mondo è mondo se entri in acqua con la pancia piena, la congestione è roba certa.
  • Il Traslocatore: è quello che per quattro ore di mare si porta l’occorrente per vivere in agio e comodità per quattro mesi. Un paio di spiaggine, ombrellone formato famiglia, set di asciugamani di colori assortiti, scorte di viveri e acqua, classico librone estivo o di Wilbur Smith o di Ken Follett o di John Grisham. Inutile specificare che il 90% della roba che si porta rimane inutilizzata. Anche il librone? Soprattutto il librone.
  • Il Peripatetico: è colui che, dopo un po’, se ne esce con la fatidica proposta “ci facciamo una passeggiata?”. Non si è mai capito bene il motivo di tale proposta anche se è degno di nota il fatto che durante tale passeggiata la frase statisticamente più pronunciata è “hai visto che culo quella?
  • Il Freddoloso: è il tipo che mette i piedi in acqua alle 12:04. Verso le 12: 36 si è spinto sino ad altezza ginocchia. Raggiunge il livello del bacino dopo le 13:00. Di lì in su è un martirio di agonia: bagnarsi la zona ombelicale è più difficile che doppiare il Capo di Buona Speranza mentre immergere le spalle rese bollenti dall’esposizione solare richiede un coraggio da leoni. Il bagno del Freddoloso dura in media 3 ore e 40 minuti. O meglio durerebbe 3 ore e 40 se non ci fosse lo Splasciatore.
  • Lo Splasciatore: è il responsabile del condizionale di cui sopra. Entra in acqua direttamente con un carpiato triplo e di lì in poi la sua missione è schizzare tutti gli altri.
  • La Regina di Cuori: nemica naturale dello Splasciatore, è la ragazza che va mare con la testa tagliata. Per motivi ancora oggetto di studio, non si può bagnare i capelli e dunque si fa il bagno con estrema cautela e, spesso e volentieri, con indosso gli occhiali da sole. Come se non bastassero le mestruazioni a rendere problematico il rapporto mare-donne.
  • L’Incivile: è quello che – detta brutalmente – scambia la spiaggia per una discarica abusiva campana. Beve la birra e la bottiglia la abbandona nella sabbia. Tira fuori la focaccia e i pomodori li butta nella sabbia. Finisce la focaccia e la carta oliosa la lascia sulla sabbia. Fuma una sigaretta e la cicca la conficca nella sabbia. Se glielo fai notare ribatte: e dove la dovrei ciccare? Voi rispondetegli che sulla sua faccia di cazzo c’è ancora un po’ di spazio.
  • I Modernisti, ovvero i ggiovani d’oggi: chiudiamo con la categoria più odiosa e più pericolosa. Sono i frequentatori abituali di happy hour. Sono gli appassionati habitué dei lidi tipo il Samsara. Sono quelli per cui in spiaggia il rumore del mare non si deve sentire perché deve essere sovrastato dalla console del dj. Sono quelli che alle 17:05 li trovi a un tavolino intenti a succhiare una cannuccia infilata in un guscio di anguria appositamente svuotata e riempita di mojito. Sono quelli che a mare puoi andare solo se negli undici mesi precedenti hai frequentato la palestra almeno tre volte a settimana. Sono quelli che hanno il tatuaggio del geco che gli sale sull’addominale a tartaruga. Sono quelle che hanno costumini che farebbero innalzare il tasso di stupri pure nella Città del Vaticano. Sono quelli che hanno lo stesso parrucchiere di Balotelli e lo stesso tasso di scolarizzazione di Cassano. Sono quelli che fumano come ciminiere e sudano come maratoneti. Sono quelli per cui divertirsi è un imperativo morale e, quindi, alla fin fine, un lavoro. Insomma: sono quelli che vanno a mare e fanno di tutto tranne che godersi il mare.
    Per questo motivo, se tra qualche weekend vi capiterà di recarvi al Samsara, a Lido Bosco Verde o in un altro posto in cui il mare è sullo sfondo e non in primo piano, prestate attenzione perché è possibile che su un muro leggerete la scritta: “Odio eterno al mare moderno”.
    E saprete chi è stato.

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One thought on “I Tipi da Spiaggia: breve catalogo di persone estive

  1. Che dire…sono in ufficio a Milano…ho la tua stessa età, ho visto quei tramonti dal vivo per 7 anni a bari e dintorni, poi mi son trasferito a Milano: GIURO non avrei mai pensato che una foto del genere potesse farmi così male… 🙂

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