Scherzare con i Santi: le dieci categorie di persone che non vorresti incontrare a San Nicola e che puntualmente incontri

Qualche anno fa, agli albori di Wikipedia, la pagina relativa a Bari alla voce «Festa Patronale»  recitava: “la festa di San Nicola si festeggia la prima domenica di Maggio”.  Io, con la conoscenza derivatami dall’essere nato e cresciuto nel capoluogo, corressi l’imprecisione. Cosa c’entra questo? Nulla. Era solo per dire che la correzione di quell’errore mi ha fornito, anni dopo, il diritto di scrivere questo pezzo. Un pezzo in cui si analizzano le dieci categorie di persone con cui non vorrei avere nulla a che fare durante la festa di San Nicola ma che non posso evitare. Anche perché alcune di queste categorie descrivono il sottoscritto. E uno, nel bene e nel male, con se stesso ci deve pur convivere.
E allora iniziamo.

  • L’acrobata: quello che, dopo 17 anni, riesce ancora ad emozionarsi per le incredibili evoluzioni delle Frecce Tricolore e allora tenta in tutti i modi di trovare qualcuno con cui condividere l’esperienza di stare sotto il sole con la testa all’insù e di sentire le persone intorno che fanno oooh oppure iiiiihhh oppure ma hai visto cosa hanno fatto?!.  Tra i modi più disturbanti attraverso i quali l’Acrobata cerca di trovare compagnia vi è l’sms multiplo in cui le «Frecce Tricolore» diventano le «Freccie tricolore».
  • Lo Spaccato Ammerda: quello che non ha ancora capito la differenza tra una festa patronale e un rave techno nei pressi di Lubjana, Slovenia. E quindi  passa tutta la sera dell’8 Maggio acquistando bottiglie di Peroni ad ogni pit stop. Verso le 23.45 è convinto di essere San Nicola e cammina urlando dando a tutti la sua benedizione.
  • Il Tradizionalista: quello che deve fare le stesse identiche cose ogni anno. L’appuntamento sempre al solito posto, alla solita ora, con le solite persone. Il percorso sempre lo stesso e sempre nella stesso verso. Il menù sempre uguale. Ogni anno lo vedi con le buste di nocelle a sgranocchiare pistacchi, lupini e anacardi. Ogni anno è indeciso se cedere alla tentazione infantile dello zucchero filato e se cede, quando cede, subito dopo se ne pente perché me lo ricordavo diverso.
  • Il V.I.P.: quello che ogni tre passi incontra sei amici. E obbliga tutta la comitiva-carovana che si porta appresso a fermarsi e ad aspettare che finisca di aggiornare il conoscente sugli ultimi sviluppi della sua esistenza (e di quella degli amici in comune) dal 1997 in poi. Quando − dopo sedici volte che ha bloccato tutti per intraprendere discorsi del tipo ue che si dice? / tutto bene, tu? / insomma, non ci lamentiamo. /hai saputo che Loredana si è lasciata? / Era ora! −   un altro componente del gruppo s’imbatte nell’amico appena tornato dall’Australia, il V.I.P. scuote la testa sconsolato e sbuffa spazientito: ma non possiamo andare avanti e poi lui ci raggiunge?
  • Il Centometrista: quello che, per l’appunto, dura cento metri e poi gna fa più. Inizia a dare segni di cedimento da Corso Vittorio Emanuele angolo via Andrea da Bari. All’altezza di Nderr la Lanz è un uomo distrutto. Mano alla schiena per tamponare il risveglio dell’ernia del disco. Passo affaticato e leggermente zoppicante. Viso stravolto, bocca semiaperta e occhio destro socchiuso. Darebbe uno dei suoi due reni per trovare posto su una panchina sul Lungomare. Il gruppo tenta di aiutarlo e confortarlo attraverso constatazioni anagrafiche (dai che sei giovane! E che cosa!) o attraverso vane promesse (dai che tra dieci minuti ci sediamo da qualche parte). Nel caso in cui il centometrista sia una donna con i tacchi – e ce ne sono – il gruppo è autorizzato dal Santo Patrono stesso ad abbandonarla al suo destino. Se lo merita.
  • L’Estraneo: quello che cammina accanto a voi ma non fa parte di voi. Nel migliore dei casi è un classico «amico di un amico» ma, ahimè, può essere anche un «parente di un amico» o un «ospite di un amico». È venuto qui stasera per vedere la festa di San Nicola e deve essere perciò considerato un membro del gruppo a progetto: una sorta di Co.co.pro. Di solito sta attaccato-appiccicato al tipo che conosce di più il quale – sette volte su dieci – non vede l’ora di liberarsene. Se nel gruppo vi è il classico “barese patriottico con velleità da guida turistica” ci penserà lui a intrattenerlo raccontando i miracoli di Santa Nicola, la storia del furto delle ossa, il corteo storico e chi più ne ha, più ne metta. In caso contrario l’Estraneo segue docile il gruppo, si guarda intorno come un cucciolo alla scoperta del mondo e chissà cosa ne pensa.
  • Il Cercatore: quello che deve incontrare qualcuno o, molto più spesso, qualcuna. Può aver dato appuntamento ad una certa ora e ad un certo posto e allora passerà la serata con l’occhio sull’orologio e le mani sul cellulare, tentando vigliaccamente di indirizzare il gruppo verso la sua meta. Oppure si è limitato a una conversazione pomeridiana in cui ci si è lasciati dicendosi dai, allora sicuro ci becchiamo in centro stasera. Allora camminerà svogliato consultando ogni tre minuti il cellulare in attesa di una chiamata, di un sms, di un segnale qualsiasi. Resiste finché può. Poi cede e dice apertamente: ehi ragazzi io devo vedere un attimo una persona, ci vediamo tra pochissimo eh! Vi chiamo quando ho finito.
  • Il RiCercatore: quello che ha già incontrato qualcuno, o molto più spesso, qualcuna e ora deve ritrovare il suo gruppo. Il che è più facile a dirsi che a farsi. Lo vedi camminare a passo svelto da solo, con gli occhi guardinghi e attenti. A volte – ed è commovente – si ferma e si mette sulle punte per cercare di individuare tra la folla l’amico più alto (ogni gruppo ne ha uno), il classico tipo che si vede anche a 13 km di distanza. Si muove con il cellulare all’orecchio e lo senti urlare pronto? Pronto? Non ti sento! Tu mi senti? Non prendeva prima! Pronto? Pronto? Io sono all’angolo di via…pronto? Non ti sento! Parla più forte! Pronto! Ma vaffanculo!
  • L’Artificiere: parente stretto dell’Acrobata, l’Artificiere è colui il quale riesce ancora ad emozionarsi per i fuochi d’artificio. Al primo sparo, si risveglia, dribbla centinaia di persone, calpesta bambini e disabili, al fine di conquistarsi un posto in prima fila per godersi lo spettacolo di stare sotto la luna con la testa all’insù e di sentire le persone intorno che fanno oooh oppure iiiiihhh oppure ma hai visto cosa hanno fatto?! Il caso peggiore di Artificiere è quello che sta fisso con la digitale a riprendere le esplosioni multicolore e nessuno ha mai capito che se ne fa poi di quei filmati. Al termine dell’esibizione il giudizio è ponderato e netto: bello eh? Ma l’anno scorso era meglio.
  • La Sacra Famiglia: è l’incubo supremo e il nemico principale di ogni sagra, concerto o festa patronale. La Sacra Famiglia è composta da padre alto e robusto, madre lampadata con pantaloni bianchi e il terribile passeggino 4×4. Incurante della folla, la Sacra Famiglia cammina in linea retta e usa il passeggino con dentro l’infante per sfondare il muro di gente e piallare le dita dei piedi degli sfortunati che si trovano sul loro cammino. Sociologi ed educatori si sono a lungo interrogati sui motivi che spingono dei genitori a scarrozzare un essere umano di pochi mesi in un assembramento tale che, nella confusione, il bimbo potrebbe benissimo essere trafugato da una coppia di zingari, portato in paese dell’ex Jugoslavia, salvato dall’Interpol e rimpatriato in Italia, senza che la famiglia nemmeno se ne accorga.
    Tra le varianti più diffuse della Sacra Famiglia si ricordanano: il modello con il fratellino/sorellina maggiore che aiuta la mamma a spingere il passeggino urlando e zigzagando e il modello “Need for Speed” che prevede un passeggino modificato con palloncini attaccati ai manici e buste di nocelle, bottiglie e borse varie appese. Il tutto per aumentare la massa e fare più male agli alluci di quelli che una famiglia ancora non ce l’hanno.

P.S.
Al Festival Il Libro Possibile di Polignano c’è una sezione intitolata “Autore possibile” in cui, in breve, vengono proposti libri che la gente può votare e in base al voto vengono poi eventualmente invitati gli autori a partecipare alla manifestazione. Una persona – non io eh – ha proposto Un Moderato Delirio – sopravvivere a Bari.
Ora, io non ho grande simpatia per i contest che si svolgono a forza di click. Però questi contest hanno il grande vantaggio di essere gratis. Quindi se il libro vi è piaciuto potete votarlo senza ulteriori esborsi. Se appartenete a quelli che l’hanno letto a scrocco alla Feltrinelli, beh avete l’occasione per riscattarvi: tutto quello che dovete fare è cliccare sul libro QUA.

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5 thoughts on “Scherzare con i Santi: le dieci categorie di persone che non vorresti incontrare a San Nicola e che puntualmente incontri

  1. Pingback: La giornata di uno scrutatore: ovvero perché la Democrazia semplicemente non funziona | Il Blog Struggente di un Formidabile Genio

  2. Comunque il peggiore a mio parere è il VIP… quello che si ferma a parlare con chiunque gli/le capiti a tiro, anche se fino al 6 maggio non se l’è filato di pezza… è anche vero che San Nicola fa miracoli…

  3. E ci vogliamo dimenticare del panino con la sals(C)iccia e gli ingmiridd?
    Noooooooo… con tanto di mastro focaio attrezzato di fornacedda e paletta (detto tra noi, ho sempre pensato che quella paletta fino al giorno prima viene usata per le pulizie)… Puntualmente l’odore/puzza di fumo di arrosto te lo porti nei successivi 2 giorni, e puntualmente le ragazze, una volta uscite dalla nuvola, cominceranno ad odorarsi i capelli e a dire: mado che schifo, stasera quando torno devo per forza lavarmi i capelli -.-‘

  4. La Sacra Famiglia…il mio (e delle mie caviglie) incubo da sempre! Post ben fatto, complimenti e buoni festeggiamenti.

    P.s. io avrei scritto di quelli che scivolano sul tappetto di bucce di pistacchi e noccioli di olive per strada…sará perché mi fanno pena o sará perché ogni volta é un grande infarto 😀

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