Nel cielo dei bar: guida incompleta ai bar di Bari scritta da un astemio di caffeina

Non so quello che dico ma lo dico bene: un cliente particolare.
Come sanno tutti quelli che mi conoscono io non bevo caffè. Non perché mi renda nervoso: a quello ci pensa mia madre quando mi sposta le cose e io non le trovo più. E nemmeno perché non mi faccia dormire: a quello ci pensa il mio cervello il quale, ogni volta che m’infilo sotto le lenzuola, inizia ad assillarmi oh renà, un altro giorno è andato, che pensi di fare della tua vita?
No. Io non bevo caffè semplicemente perché non mi piace. È amaro.
E che prendi quando vai al bar?
Bella domanda. Ho iniziato con il succo Ace ma aveva due problemi: costava parecchio e, cazzo, mi metteva sete. Poi ho scoperto il cappuccino decaffeinato ma anche quello aveva due problemi: costava parecchio e, cazzo, mi riempiva lo stomaco all’inverosimile. Adesso mi sono convertito alla dittatura della maggioranza: prendo quello che prendono gli altri (espressino, caffè macchiato…) e ci immergo dalle 3 alle 5 bustine di zucchero.
Ma perché vai nei bar allora?
Semplice perché al bar ci si deve andare. Se ci si vede nel pomeriggio dove altro puoi andare? Se esci con una tipa dove la vuoi portare? In pizzeria? E metti che poi lei è una di quelle che lascia i bordi della pizza? No.
Al bar ci si deve andare. E io ci sono andato e ci vado. Questa è una guida incompleta ai bar di Bari scritta da un astemio di caffeina. Continua a leggere

Annunci