Bilanci, programmi, propositi: la Santissima Trinità del 31 Dicembre

Un giorno uno e trino.
Un tipo una volta scrisse che i giorni che contano nella vita di un uomo sono cinque o sei in tutto, gli altri fanno volume. Non saprei. Quello che è certo è che, nell’anno di un uomo, ci sono alcuni giorni che rompono: le cosiddette Grandi Rogne dell’anno. Le Grandi Rogne sono quei giorni in cui tutti si aspettano che tu faccia qualcosa e che ti organizzi per fare qualcosa: Pasquetta, Ferragosto, ultimamente anche Halloween (thank you Usa), e, ovviamente, Capodanno.
Tra questi, Capodanno è senza dubbio il peggiore. Perché il 31 Dicembre è un giorno che ti costringe a confrontarti con il tempo in tutte le sue tre canoniche dimensioni: il Passato, il Presente, il Futuro. E da questo confronto ne esci spesso distrutto.

«I guess I got what I deserve»: per un passato migliore.
Il Passato, prima di tutto.
Infatti, il 31 Dicembre, in un modo o nell’altro, sei costretto a guardarti indietro e a fare i conti, a tirare le somme, a  − insomma – fare un bilancio complessivo dell’anno appena trascorso. Sul piano della Storia, quella che prima o poi entrerà nei libri di testo, ti aiutano tutti i mezzi di comunicazione: c’è il Google Zeitgeist, c’è lo speciale di Studio Aperto, la maratona di Blob su raitre, l’inserto della Gazzetta del Mezzogiorno eccetera, eccetera. Così, tra le dimissioni del Papa e la rielezione di Napolitano, tra Nelson Mandela e Paul Walker, si può agevolmente avere un quadro soddisfacente degli eventi indimenticabili e dei decessi importanti.
Ma sul piano personale, quello della TUA storia, non puoi contare né sul motore di ricerca di Mountain View, né sulle reti Mediaset. Devi fare tutto da solo. O meglio. Devi fare tutto da solo con l’appoggio del “Guarda il tuo anno in breve” di Facebook, quella sadica applicazione che ti spara davanti agli occhi una pagina con le foto e con i post più importanti (o meglio popolari) del tuo ultimo anno. E così, magari, sei costretto a rivedere Tu&Lei abbracciati e sorridenti con sotto caterve di “mi piace” e commenti con il ♥, anche se – al 31/12/2013 – Lei fa parte di un altro Noi, non prima di essersi fatta un buon 75% della popolazione maschile della sua circoscrizione. Oppure Mr. Zuckerberg ti serve una serie di status allegri e gioiosi con contorno di foto di viaggi che risalgono ad Aprile-Maggio, cioè a quel periodo in cui non ti preoccupare, il rinnovo del contratto è quasi una formalità e invece a Dicembre quel  cazzo di “quasi” ti ha costretto a disertare persino il tavolo del sette&mezzo perché minchia, qua non ci stanno gli occhi per piangere.
Appurata dunque la pericolosità di avere un The Best of del tuo anno stilato da dei programmatori della Silicon Valley che non t’hanno mai visto in vita loro, forse è meglio ricorrere agli antichi sistemi. Mettersi i pantaloni della tuta, sedersi in poltrona, sorseggiare un bicchiere di Ace prestando attenzione che non contenga aspartame. E affrontare il più terribile interrogatorio possibile: quello con se stessi.

Che cosa hai fatto di quello che avevi programmato di fare?
− Ecco, ora, su due piedi, non è che mi ricordi bene, cioè vatti a ricordare cosa pensavo di…
− Lavoro l’hai trovato?
− Beh, no però devi tenere conto che di ‘sti tempi, cioè è proprio generazionale eh…
− L’amore?
− Oh, cioè che poi mica puoi controllare ‘ste cose, insomma, magari uno fa la sua parte e poi…
− E la svolta? Quella l’hai almeno individuata?
− Eh, sì, cioè, mica facile, cioè uno ci prova però
− Dio, dimmi almeno che hai capito cosa vuoi fare nella tua vita!
− Eh, ma, sai, adesso, cioè, non è che puoi, cioè devi essere flessibile, cioè

No. Così non va. E allora pensi che, forse, siccome la vita è una gara di resistenza, una maratona, più che mettersi a calcolare la strada che hai fatto (pochissima), è meglio vedere come l’hai fatta. Quanto fiato hai utilizzato, quali infortuni hai subito, quante persone che correvano accanto ci sono ancora e quante non più. Si cresce per sottrazioni: è una frase che ho sentito dire ad nauseam ultimamente. Ecco, forse, di ‘sti tempi, il bilancio dell’anno è meglio farlo guardando a quello che hai perso piuttosto che a quello che, eventualmente, hai guadagnato. Se conteniamo le perdite, possiamo dirci soddisfatti.

Te lo ricordi vero? Te lo ricordi che hai perso Breaking Bad? Te lo ricordi che è finito vero?
− ….
− Dai, su ora non piangere però!

«Eh meu amigo Charlie Brown»: il 31 Dicembre in qualità di 31 Dicembre.
Non importa il Passato che hai avuto né il Futuro che vorresti avere. Il 31 dicembre devi fare i conti con il 31 dicembre.
Quest’anno, me ne frega un cazzo, quest’anno non faccio niente.
Questo pensi e, forse, addirittura affermi apertamente. Perché questo è quello a cui ti spingono loro.
Ma loro chi?
Loro, la gente, la società. I distillatori di angoscia a piccole dosi. I party-planner dell’ultimo dell’anno. Quelli che il 13 Novembre già aprono il gruppo su Facebook “Capodanno 2013”. Quelli che c’hanno la mappa di tutti i casali del Nord-Barese. Quelli che hanno 12 kg di prevendite assortite da smaltire. Quelli che ti propongono il free-drink organizzato da quelli di Medicina e tu hai voglia a spiegargli che quelle serate sono pianificate da quelli di Medicina per perpetrare la loro purezza genetica, per accoppiarsi tra loro al fine di preservare la stirpe da possibili incroci.
Come fate a non capire che se noi andiamo al free-drink di Medicina ci scopriranno non appena non rideremo a qualche battuta sui radicali liberi? E allora saremo costretti a dire cosa facciamo e a passare il veglione in uno stato di inferiorità costante?
No. Quest’anno, me ne frega un cazzo, quest’anno non faccio niente.
Ma poi ti senti una merda a restare a casa. Che vuoi fare? Lanciare le stelle filanti dal balcone? Ma se appena te le accendono le butti subito perché hai il terrore che le scintille arrivino alla mano e ti facciano diventare una torcia umana come Jan Palach. E oltretutto ti vengono i dubbi lancinanti. E metti che se proprio quest’anno che non vado, succede qualcosa di incredibile?Metti che trovano una valigia piena di soldi? Metti che alla stessa festa stanno un branco di polacche ubriache?
E allora cedi e ti lasci trascinare in serate che in un paese civile sarebbero incostituzionali. Per esempio a casa di amici di amici, con un tavolo ricolmo di alcolici del discount e un lettore cd a 2 watt di potenza poggiato su una sedia e tutti o stravaccati sui divani a bere o in coda al cesso o imboscati in camera da letto dei genitori . Oppure a una serata a ballare, con musica normale ma a prezzo doppio del normale, in cui puntualmente sarai il guidatore designato e in cui, verso le prime luci dell’alba, mentre ti hanno preso di forza per fare il trenino su Ehhh meu amigo Charlie Brown, ti porrai la fatidica domanda: ma dopo “Bridget Bardot! Bardot!” che dice? “Bridget Peugeot!Peugeot?” Ma come l’automobile?
Boh, quando torno a casa poi controllo. Ma non lo faccio mai.

I buoni propositi andati a puttane: il Futuro cementifica la vita ipotetica.
D’accordo.
Fingiamo che l’anno non inizi a Settembre come oramai tutti sanno. Fingiamo che i giochi partano effettivamente dal 1° Gennaio. Anno nuovo, vita nuova. Da quest’anno vale. Cosa fai dunque? Stili una lista degli obiettivi? Butti giù un piano quinquennale di vita? Registri un video ricco di speranze e consigli per il tuo Io che verrà?
No. Consulti l’oroscopo. E in quel momento non importa che tu sia Scorpione o Acquario, Bilancia o Gemelli, il tuo anno oscillerà sempre tra un buono e un favoloso e nel caso in cui si prevede un periodo difficile verso Marzo-Aprile, sicuro-sicuro verrà compensato da una ripresa stratosferica in Estate. Insomma: quando andate alla ricerca di persone ottimiste che non si lasciano condizionare dall’acciaccato spirito dei tempi, citofonate ad un astrologo. Quando hai bisogno di una pacca sulla spalla e di un vedrai che poi si aggiusta tutto, non vale la pena telefonare all’amico. Aprite la pagina degli oroscopi e la vita si ricololerà di speranza.
Per dire, ecco il mio oroscopo – Dicembre 2012 – per l’anno appena trascorso.

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Evviva Saturno. Che non è più contro. Che bella notizia. Finalmente ‘sto stronzo di Ozpetek ha finito di rompere il cazzo. Zebedei d’acciaio, fornicazione e lavoro in rilancissimo, grasso conto in banca. A Dicembre 2012, con buona pace dei Maya, ero l’uomo più contento della Terra.
Due-mila-credici.
Nel 2013 vi faccio vedere io. Io e Lionel Messi ve la facciamo vedere. E siccome sono una brava persona se fate i bravi vi stacco un assegno oppure vi passo una figa così a gradire, tanto ne starò pieno così.
E invece.
E invece a Dicembre 2013 i miei testicoli sono sempre molto fragili, la fornicazione e il lavoro sono sempre in recessione e il conto in banca è più magro di un bambino del Darfour durante il Ramadan.  E allora me ne sto seduto in poltrona, con i pantaloni della tuta e un bicchiere di Ace (privo di aspartame) in mano e, tra le tante domande che mi faccio, mi viene la curiosità di sapere se ‘sto cazzo di oroscopo almeno con Messi ci ha azzeccato.

Ps.
1)Mi rendo conto di essere stato ingiusto con la categoria degli organizzatori, categoria che svolge un lavoro difficile, odioso, antipatico ma necessario. Continuano a vegliare sulle nostre feste nonostante non si becchino mai un grazie. Sono come Batman del Cavaliere Oscuro. Prima o poi Nolan ci girerà un film.
2)Dato che mi sono rotto di trovare sempre una scusa per pubblicizzare il mio libro e per dare tutte le informazioni del caso, ho creato una pagina ad hoc: eccolaqua

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6 thoughts on “ Bilanci, programmi, propositi: la Santissima Trinità del 31 Dicembre

  1. Renato hai mai pensato di riscrivere la storia della pnl?…
    Le tue sono verità comuni a tante persone, solo chi non connette più e non si connette su internet, non comprende quanto “amaro” sia per i “giovani” e i meno giovani, il 31 dicembre…
    Per quanto paradossale, ci sono spumanti e panettoni vari infinitamente dolci e stucchevoli …dolci inversamente proporzionali ai chili pesati sulla bilancia dp le feste XD !!!!

  2. Adoro quest’esibizionismo giovanile: la dissacrante ironia di chi ha davanti l’incognita di tanti 31 dicembre. L’avrai ancora quando l’80% delle tue facoltà intellettive sarà andato a puttana?
    (Augurandoti di festeggiarti centenario abbastanza lucido).

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