Il villaggio dei vip(s): Rosa Marina come luogo socialmente simbolico

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Vergogne adolescenziali e domande esistenziali.
Lo riconoscete questo simbolo? Penso di sì. Perché chiunque abiti a Bari o nelle immediate vicinanze conosce Rosamarina e moltissimi almeno una volta ci sono stati. Rosamarina è un villaggio turistico poco lontano da Ostuni, affacciato sul mare Adriatico. E ogni volta che viene citata sui giornali locali – soprattutto dalla Gazzetta del Mezzogiorno – il giornalista di turno sente l’insopprimibile necessità di affibbiarle una specificazione di classe: Rosamarina, il villaggio dei vip.
Ora, io a Rosamarina ci vado da ventisei anni. Durante la mia adolescenza, età in cui è obbligatorio sentirsi parte di un confuso mondo di sinistra, mi vergognavo addirittura a dirlo. Temevo che trascorrere l’estate nel villaggio dei vip mi avrebbe fatto passare per uno sporco capitalista affamatore di poveri lavoratori. Poi, crescendo, questa vergogna mi è passata. Ma non mi è passata una curiosità. Io a Rosamarina ci vado da ventisei anni e non ho mai visto un vip al di là del buon vecchio Mingo, l’inviato di Striscia la Notizia, quello che denuncia e smaschera gli imbroglioni e i monelli ma che, a Rosamarina, come tutti, gira in moto senza casco. Eh-eh-eh vergogna. E dunque se si esclude Mingo (e quegli anni cui ogni tanto potevi incontrare Emilio Solfrizzi al supermercato), a me non viene in mente nessun altro personaggio noto. E allora chi cazzo sono questi vips che popolano il villaggio dei vip?

Il futuro siamo noi.
Una risposta potrebbe essere: i professionisti. Gli avvocatoni di Bari, i farmacisti di tutto l’hinterland, i baroni universitari, gli imprenditori shakerati con la politica locale. Ecco quelli sì, a Rosamarina ci sono. Io però, per evidenti limiti di età, non ci ho a che fare e quindi non ne parlerò. Ma i loro figli e nipoti, quelli sì, un po’ li conosco e di quelli un po’ parlerò.
Una sera, sul tardi, accompagno un amico al famigerato Bar Valentino, che è il posto dove i ragazzi di Rosamarina si ritrovano per fare qualcosa che io non capisco ma che assomiglia molto al niente. L’amico si avvicina a un tipo – che io non conosco – e lo saluta. Questo gli fa:

«Oh ma come sei venuto?»

L’amico si volta verso di me, mi indica e risponde:

«Mi ha dato un passaggio lui»

Ora, in un mondo perfetto, la continuazione di questo dialogo sarebbe stata:

«Ah piacere. Io sono XXXX»

«Ciao, piacere, sono Renato»

A Rosamarina – il villaggio dei vips – è andata invece così. Il tipo indirizza il suo sguardo verso di me, non si alza nemmeno dalla sedia su cui è stravaccato, e mi fa:

«Che macchina hai?»

Io avevo una Subaru M80 del ’92 e ne andavo fiero perché solo chi ha avuto modo di usare lo starter e ha guidato senza servosterzo conosce veramente la vita. Così gli ho detto la verità e lui ha fatto mh mh e non mi ha chiesto manco come mi chiamassi alla fine. Magari se avessi risposto «Mercedes» o «BMW» la curiosità a quella testa di cazzo gli sarebbe venuta. Chissà.  Questo fatto mi è tornato alla mente due domeniche fa quando, mentre ero a mollo in acqua, sento accanto a me un gruppo di ragazzi – dai 25 ai 30 anni – parlare di automobili da 47.500 euro (precisi però eh) e di impianti stereo da 1.200 euro. Mille-e-duecento euro di impianto stereo. E io che vado ancora avanti con l’autoradio a mascherina.
Ecco, quando poi sento al telegiornale che la gente non ha più soldi, che i soldi sono scomparsi, mi piacerebbe interrompere il servizio e  dire no non è vero! ci sono! ce li hanno! ve li posso indicare quelli che ce li hanno!  Ecco li vedete? Sono a Rosamarina! Il villaggio dei vips!
E infatti a Rosamarina – il villaggio dei vips – è comune imbattersi nella signora tutta truccata che guida un’auto delle stesse dimensioni dei mezzi terrestri che l’esercito americano si appronta a far marciare sulla Siria. Sì perché a Rosamarina – il villaggio dei vips – se non hai un SUV non sei nessuno. D’altra parte per viaggiare in tutta sicurezza per le vie ripide e impervie di un villaggio turistico è necessario quanto meno un X5: metti che ti taglia la strada una feroce bicicletta almeno così stai al sicuro.
Ecco, le biciclette. Siamo in vacanza, vogliamo respirare aria pulita. Usiamo le biciclette. E io, infatti, la uso. Peccato che, da un po’ di anni a questa parte, le strade di Rosamarina – il villaggio dei vips – si siano riempite di dossi artificiali. Li mettono per far rispettare il limite di velocità. Ma i SUV se ne fregano perché con le sospensioni che hanno manco se ne accorgono, i motorini si divertono perché prendere il dosso ad alta velocità è una figata pazzesca e tanto se si scassa qualcosa poi l’aggiusta il papà che ha il SUV di cui sopra, le biciclette – invece – se la prendono in culo. Letteralmente. Tutti quei cazzo di dossi artificiali fanno sì che il sellino mi massacri costantemente il fondoschiena con effetti tutt’altro che positivi sulla mia povera prostata. Ma, dato che mi sono rotto i coglioni (oltre che il culo), l’anno prossimo mi compro un Cayenne e risolviamo.

Fare cose, vedere gente.
Tuttavia sto esagerando. Perché a Rosamarina – il villaggio dei vips – l’auto bella grande serve. Per andare a mare, per esempio, la coppia vip abbisogna di un sacco di spazio: un paio di spiaggine, una tracolla per lui, una borsa per lei in cui mettere smartphone, tablet, gazzetta dello sport (per lui), occhiali fluo a specchio per riflettere l’infrangersi delle onde sulla battigia (per entrambi). Come cazzo si fa a portare tutto questo su una bici? Non puoi. Allora almeno una “classe A” glieli vuoi dare al ragazzo?
E poi la sera.
E poi la sera il giovane vip deve fare un sacco di strada. Una rapida sosta alla Total per sfamarsi da Samuele il re della Focaccia, un Joe Bastianich ante litteram, un imprenditore gentiluomo che ha sfondato nel campo dell’alimentare ma che mantiene – gli va dato atto – prezzi abbordabilissimi anche al piccolo proletariato di Rosamarina. Segue poi una meno rapida sosta alla COVCA, la piazza di Cala, dove ci si riunisce per discutere le notizie politiche e economiche provenienti da tutto il mondo. Successivamente ci si trasferisce al Bar Loredana dove si assaggiano vini e liquori pregiati, confortati dagli alti standard igienici del posto. Se è Martedì, poi, è necessaria una capatina alla serata italiana dell’Aranceto giusto per controllare se la scaletta musicale ha subito qualche variazione negli ultimi ventitré anni. Dopo aver giustamente corretto Ligabue cantando “Bari-Salerno” sulle note di “Urlando contro il cielo”, il giovane vip deve fare un salto al mitico Bar Valentino, vuoi per il bicchiere della staffa, vuoi per un flauto al cioccolato, vuoi per vedere se sta qualcuno che conosce (e se sta? boh, niente, lo saluta). Insomma in sette ore di serata il giovane vip percorre qualcosa come cinque-sei km: è necessaria una cilindrata quanto meno non inferiore ai 2000 cc.

Io vacanza, tu lavorare.
D’accordo, niente di nuovo sotto il cielo. L’auto come indicatore sociale e la sua grandezza come indice di inversa proporzionalità rispetto al pene del suo proprietario. Storie note. D’altra parte se vai in villeggiatura al villaggio dei vips devi attenderti (in piccolo) quella gamma di comportamenti che riviste quali Chi, Dipiù, Novella3000 ci hanno insegnato come abituali. Se poi ci vai, come il sottoscritto, da ventisei anni, allora non solo te li aspetti ma ci sei anche abituato.
E dunque. La signora col SUV. Il pischello con la Serie1. Il bamboccio con l’Rs. Lui che scende in spiaggia in camicia (in camicia, per l’amor di dio!).  Lei che scende in spiaggia con la stessa camminata della settimana della moda di Milano. Le magliette di Abercrombie. Le sigarette un po’ ovunque. Gli Oakley. Gli infradito. O le infradito. I dodo. I bracciali di gomma gialla ideati da quel truffatore dopato di Lance Armstrong. Quegli strani bracciali di stoffa che sembrano replicare il tessuto di pizzo delle tovaglie della nonna. I tatuaggi tribali. I tatuaggi di frasi fatte. I tatuaggi colorati. Gli Iphone. Le mascherine degli Iphone. Il borsellino di Vuitton. Il caffè e cornetto da Ciccio. L’arrivo in spiaggia alle 14,30 per non perdere gli orari tumorali del sole (14-16). La radio Usb accanto alla spiaggina per sentire un po’ di elettronica durante la tintarella. La spiaggina con le rotelle (Dio fa’ qualcosa!). L’asciugamano-per-quattro persone-pezzo-unico, grande quanto un trivani (Dio, intervieni!).  I boxer arrotolati (perché?perché?perché?). I costumi delle ragazze che farebbero alzare il tasso di stupri persino nella Città del Vaticano (grazie!grazie!grazie!). La gente che si fa il bagno con gli occhiali da sole. Le ragazze che vanno a mare truccate. La distribuzione generazionale tra le spiagge (Rodos, Lambertiana, Capanno). Le autoambulanze a ferragosto. I prezzi ultramaggiorati del bar della Rodos.
Va tutto bene. E va bene tutto.  Io solo una cosa non capisco. Perché a Rosamarina – il villaggio dei vips – si può fare qualsiasi cosa tranne stare in vacanza? Io quando si alza la sbarra dell’ingresso cado in uno stato di relax catatonico grazie al quale riesco addirittura a dormire il pomeriggio. Intorno a me, invece, c’è una frenesia di vita che non la ritrovi manco a Hong Kong all’ora di punta. Non si riesce a stare fermi. Oh tu stai a mare? Dove? C’è Chiara? Da sola? Aspetta arrivo – Mettiamo qua le robe poi raggiungiamo gli altri al Capanno e poi ritorniamo qua per la partita a beach volley – Passo da casa tua alle 16,30 andiamo a Cala, partita a Briscola, poi mare, poi ci vediamo con il gruppo di Pierpaolo per prendere il tavolo al Trappeto – Sto raccogliendo i soldi per il falò. Tu bevi? Se sì, cosa? Se cosa, quanto? Se quanto, da solo o con altri? − Oggi alle 17, happy hour a Lido Bosco Verde, vieni? − Oh ma quest’anno vedo poca gente! Vabè Rosamarina non è più quella di una volta. Non si sa che fare. Domani si pensava di andare a Gallipoli al Samsara, così per fare qualcosa! Vieni?
No, non vengo. Non voglio fare duecento km per andare al Samsara a vedere i maschi con l’addominale a tartaruga e bere un cocktail dentro un cocomero. E poi in nome di Dio che cos’è ‘sto Lido Bosco Verde di cui quest’anno tutti parlavano? E, soprattutto, che cazzo è un happy hour? Ma il resto dell’anno cosa fate per essere così arzilli e attivi ad Agosto? Vi ibernate ad Ottobre e vi fate scongelare a Giugno? Chi ve la dà tutta ‘sta forza? Chi ve la dà tutta ‘sta voglia? Chi ve li dà tutti ‘sti soldi?
Io vorrei soltanto buttare sulla sabbia il mio asciugamano e godermi un po’ di mare decente. E lo faccio. Lascio il mio asciugamano da solo, sapendo che al mio ritorno sarà stato circondato da sdraio e da suoi colleghi griffati Ralph Lauren ed entro in acqua. Ci impiego mezz’ora per immergermi sperando che, nel frattempo, le due ore dalla colazione siano effettivamente passate. M’immergo e mi auguro di  riuscire a dimenticare cazzi vari e di poter  ricaricare le pile. Ma dura poco. Perché i vips, quelli veri, decidono anche loro di farsi il bagno. Solo che loro lo fanno con barche e motoscafi. Così l’acqua diventa schiumosa come quella del lavello in cui lavi i piatti ma profumata come un distributore di benzina. Io cerco di resistere finché non sopraggiungono i rifiuti solidi urbani: confezioni di alimenti, carte, buste, bottiglie assorbenti e una volta anche un preservativo (che spero fosse bucato così te la prendi nel culo). E allora io mi chiedo: ma se devo farmi il bagno nella merda perché non vado a Pane & Pomodoro, a dieci minuti da casa, invece di sbattermi a percorrere ottanta km per venire sin qui, a Rosamarina, il villaggio dei vips?

Certe luci non puoi spegnerle.
Però poi ingoio il rosicamento economico e metto da parte l’indigno ambientalista. Sono praticamente nato a Rosamarina. Ho un sacco di ricordi legati a questo posto. E i ricordi sono delle carogne di cui non ti puoi liberare tanto facilmente. E nemmeno di certe immagini. Sto correndo sul lungomare, il sole sta tramontando, il mare è spettacolare. Non resisto e scendo in spiaggia solo per gustarmi uno spettacolo che ho già visto decine di volte. Scatto una foto (sì lo so, sono da fustigare sulla pubblica piazza) e la invio a una persona che vive al di là della manica. La foto è questa:

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La persona la vede e mi risponde: that is beautiful! There’s nothing as beautiful as that near I live!. Ecco, noi qualcosa di così bello invece ce l’abbiamo vicino.  Forse, a volte, dovremmo pensare a quello che abbiamo ed esserne grati. E non rovinarlo.
Ora, dimenticate i mille difetti della foto (esposizione, risoluzione, luminosità) e concentratevi sulla sostanza. Su quello che c’è. Non è bellissimo? Non è bellissima? Beh, quella è Rosamarina, il villaggio dei vips, quando non ci sono i vips.

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39 thoughts on “Il villaggio dei vip(s): Rosa Marina come luogo socialmente simbolico

  1. bravissimo renato, con le tue parole hai descritto il microcosmo di Rosamarina fatto di tutto quello raccontato da te e dai commenti (pro e contro) dei tuoi lettori. Non per pubblicità, ma per affinità di idee, ti invito a leggere la nostra pagina Facebook ‘Le Signore di Rosa Marina’, ossia il racconto ironico e divertente delle signore della Bari Bene, il cui unico obiettivo nella vita è COLTIVARE: i giri giusti, le persone giuste, i luoghi giusti (e Rosamarina, che vi piaccia o no, è uno di questi), affinchè il loro mondo resti perfetto e immutato com’è.

  2. bravissimo renato, nelle tue parole l’esatta descrizione del microcosmo barese in trasferta nella gabbia dorata di Rosamarina. Non per fare pubblicità, ma per affinità di idee ti invito a leggere la nostra pagina Facebook ‘Le signore di Rosamarina’: lo spaccato in chiave ironica delle signore della Bari Bene la cui fondamentale mission nella vita è ‘coltivare. coltivare le giuste conoscenze, i giri giusti, i luoghi giusti’, affinchè nulla cambi nel loro mondo ovattato.

  3. Rosamarina e’ bella quando non ci sono i vips e tutte le altre spiaggie di Puglia sono belle quando non ci sono gli zulù !!bisognerebbe cambiare di fondo il popolo pugliese…Lo dico da barese doc!!

  4. I miei genitori comprarono a Rosamarina negli anni ’70. Ci sta che in 40 anni tutto cambi. In peggio. Sono d’accordo con Renato al 100%. Ho detto addio a Rosamarina negli anni ’90.
    Non riesco a passarci più di 48 ore quando vado a trovare i miei genitori, che sono sempre più sgomenti e arresi all’ invadenza e al trionfo dello schifo. E chi ha passato gli anni che ho passato io in vacanza lì, sa benissimo di cosa parlo.

  5. Caro Renato la descrizione che hai fatto di una porzione di quadro è bellissima e mi ha fatto ridere perchè anche io, a Rosamarina, ho vissuto, in modi e tempi diversi, le tue stesse sensazioni ed ho espresso, dentro di me, i medesimi pensieri.
    Oggi però non vedo più quella porzione di quadro. Sarà che ci sono ritornato con la mia Mercedes, con le infradito Havaianas, con il costume Sundek, la camicia di lino fatto a mano sulla spiaggia, i miei Oakley Frogskins con lenti bi-polarizzate (perchè non mi accontento nemmeno di avere quelle polarizzate e basta), sarà che ormai al Valentino non ci vado nemmeno più perchè è siderale la distanza anagrafica tra me e i piccoli puffi che lo affollano, sarà ancora che la sera quando esco mi bastano i pantaloncini e una polo e le stesse infradito della spiaggia, sarà forse tutto ciò, ma c’è una cosa che rende bellissima Rosamarina: il relax che riesce a darti quando sei in ottima compagnia.
    Si, perchè Rosamarina è fatta anche di interminabili partite a Burraco, di fantastiche bevute di birra, di decine di sigarette fumate nel relax della spiaggia semideserta alle 18:30-19:00 con il tramonto a farti da compagnia, di panzerottate, di letture del quotidiano sulla sdraio (che pago volentieri) in spiaggia, di passeggiate tra i viali e i vicoli verso le 23:00.
    Io mi rilasso ogni volta che ci ritorno e mi piace ritornarci ogni volta. Anche io, come te, (ti ribadisco), in modi e in tempi diversi, ho espresso i tuoi medesimi pensieri, ma oggi no, vip o non vip(s): that is beautiful! There’s nothing as beautiful as that near I live!

  6. Trovo questa disquisizione davvero interessante. I punti di vista non sono così differenti, anzi. abbiamo capito tutti credo, quello che voleva dire Renato, ma anche quello che ha scritto Alessia. Sono d’accordo con entrambi. In comune c’è che amate questo villaggio, e anch’io ho dei ricordi stupendi legati a questo posto. I primi amori, i falò in spiaggia, le stelle cadenti, gli amici, le risate, i colori, i giochi in spiaggia, le partite infinite a beachvolley, i tornei di calcio dei miei amici, le prime serata in discoteca, la Bamba, la Masseria, il Summer sistem… foto e foto di rosamarina…. a vederla oggi però mi viene un colpo al cuore. Deturpata in ogni dove, gente che si accaparra anche l’angolo di terra del vicino, non c’è più nulla, nessun locale, nessun divertimento. Dove si conoscono oggi i ragazzini??? La bellezza di Rosamarina, la vivacità è sparita, ci rimane solo il ricordo di quello che era. voi che siete proprietari dovete difendetela se potete, non dal fighetto della situazione, ma da chi poco a poco la sta distruggendo e radendo al suolo alberi, piante e i ns ricordi.

  7. Bellissimo post. Sei una buona penna Renato. Condivido al 100% i tuoi pensieri ironici. La realtà però è che non riguarda solo Rosamarina, ma un modus vivendi tutto all’italiana che è frutto di anni di Maria De Filippi, Barbara D’urso, Grandi Fratello, spot psichedelici e per ultimo la “social spazzatura”. Mi rendo conto che molta gente ora crede di vivere in tv, si mette in tiro, cura il profilo social e vive in funzione dell’immagine di se stessi.. e questi sono i risultati. Hai mai visto quella gente che sta in spiaggia e invece di farsi il bagno o godersi la vista del mare e del sole, passa il tempo a maneggiare il cellulare? Hai mai visto la gente che davanti alle “frecce tricolore”, fissa un’ipad nel tentativo di farne un video, invece di godersi lo spettacolo? Sulla demenza di massa si potrebbe scrivere un libro e con il tuo sarcasmo sarebbe un best seller.

  8. Caro Renato, complimenti per l’ironia, la capacità nel descrivere modi e luoghi l’intelligenza e la sensibilità. Alessia è stata, come molti giovani…piuttosto categorica, diciamo così e non ha colto per niente le sfumature così divertenti e raffinate, così profondamente delineate, in ciò che descrivevi…se le avesse colte, non ti avrebbe descritto come ” solitario ” perché , secondo me, una persona che riesce a percepire e a far percepire così bene uno ” stato ” …triste e solitario non lo è affatto ….del resto, la tua conclusione dello stesso….parla da sè….anch’io mi sono imbattuta per caso nel tuo articolo e non sono riuscita a non arrivare alla fine…..ecco…tenevo a dirtelo…Ciao !!!!

  9. Un articolo spiritoso, ironico, divertente, veritiero, tristemente valido in modo generale e, infine, ma non meno importante, ben scritto! Complimenti, Renato! Hai detto molte delle cose che tanti di noi pensano, ma non si sono mai concentrati per mettere nero su bianco. Chi non capisce che le iperbole che usi sono volutamente tali, bé…non a tutti è concesso di saper usare e ascoltare la (propria) lingua in un certo modo.

  10. caro RENATO,
    Ho 30 anni e dallo stesso tempo sono a Rosamarina (che di vip nn ne ha, ma di coglioni quelli c’è l’esubero). Sono davvero mortificata dal fatto che tu non riesca a goderti la bicicletta, perchè sai? Io uso solo quella e ci carico il mio bel peso più una sacca dentro cui ho telo (4×4, comodissimo… e poi il signore senegalese che lo vendeva, era davvero simpatico e aveva bisogno di qualche soldo x tornare dalla sua famiglia, in Senegal a settembre), una reflex (xkè sai io sono una vip, amica dei vip, e li fotografo anche con i boxer arrotolati che nn ho mai visto), un borsello dentro cui ho i soldi x mangiarmi una fetta d’anguria al capanno accompagnata da una piacevole chiacchera in compagnia di Roberto il proprietario, il mio smartphone (che tanto nn prende un cazzo, ma almeno chiama e riceve), la protezione totale, le carte napoletane per lo scopone scientifico delle 18.00 (è qui che si scopre la vera funzione del telo 4×4 … ma se sei solo nn lo sai) ed i miei rayban. La spiaggina invece la lego alla staccionata da 3 anni e risolvo il problema. Nonostante questo, arrivo in bici, alzando il culo ogni dosso senza gastemare nessuno. Io in spiaggia arrivo quindi trafelata, sudata e già stressata perchè per trovare un buco alla bici ci ho messo almeno 7 minuti e l’operzione lega-la bici, a tetris con le altre, ne ha richiesti altri 3 di minuti e così arriviamo a 10 minuti cocenti sotto il sole delle 14. Eh sì, le 14 perchè come si dorme a rosa, nn si dorme da nessuna parte.
    Per il resto tu critichi tutto, ma son 26 anni che sei lì. Fatti delle domande, ma stai attento alle risposte perchè potresti renderti conto davvero di chi sei.
    Ah, io sono disoccupata e gran parte dei miei amici o è nelle mie condizioni o è precario poi ci sono anche i figli di papà, ma sai, quelli veri nn li riconosci perchè sono più rudi e debosciati di te!
    Bhè spero di non incontrarti mai. E sorridi alla vita altrimenti la vita nn ti sorriderà e il tuo telo rimarrà sempre solo tra la folla!
    Alessia

    • Chi ha scritto questo articolo si è semplicemente limitato a descrivere, con tono ironico, uno scenario mentre tu ti sei sforzata di trarne, da questa sua descrizione, una personalissima conclusione. Se non ti piace questa conclusione le domande te le devi porre tu, non lui. E tutta sta rabbia poi?..giudichi una persona senza conoscerla..CHE AMARESS!!! BOCCIAT

    • Ciao Alessia,
      un paio di considerazioni in margine alla tua bella lettera. La vita non è mai tutta bianca o tutta nera. E se non è tutta nera come la gente pensa che io pensi (ma non è vero) non è nemmeno tutta bianca.
      A rosamarina non ci sono vip, dici tu. Ma ci sono coglioni in esubero, dici sempre tu. E allora – dico io (anzi domando io) – di questi coglioni ci potremmo anche lamentare o no?
      Sì ma tu hai distrutto tutto, potresti obiettarmi a questo punto. Beh che risponderti. Potrei dire che coi buoni sentimenti si fa cattiva letteratura e che allora ho deciso di parlare solo male. Oppure potrei dirti di leggere il finale di questo pezzo così che ti accorgeresti che una delle domande che mi consigli di farmi, forse, me la sono già fatta. E la risposta non mi ha spaventato, pensa un po’. Ma tant’è.
      La tua ricostruzione della tua giornata rosamarinese è carina, sentita, e, per quello che vale, mi trova d’accordo, ha la mia ammirazione e simpatia. Ma sono sicuro che, in 30 anni, qualcuno degli atteggiamenti che ho descritto li hai pur visti. Tu non ti ci ritrovi? Beh, va bene. Ma sono invenzioni della mia mente kattiva&solitaria? No,non penso. Possono piacere o meno, ma esistono. Io ci ho scherzato su. Magari sarcasticamente più che comicamente, lo ammetto.
      Non hai mai visto i boxer arrotolati? Dai, forse l’obiettivo della reflex è un po’ sfocato. Usi il telo 4×4, bene. Tuo diritto e tuo piacere. Non mi vedrai mai firmare una petizione per vietarlo. Ma se tu ti ci puoi sedere a giocare a scopone scientifico io posso sfotterlo per le sue dimensioni (per me) esagerate. Nessuno di noi due si farà male per questo.
      Vedo che insisti spesso sulla mia solutidine esistenziale: ma ricordati che il numero degli amici non si misura dalle dimensioni del proprio asciugamano. E’ una piccola verità che ho imparato nella vita.
      Sei disoccupata e hai amici precari? Siamo sulla stessa barca. Esiste anche il proletariato a rosamarina. E fa il bagno accanto a quelli che discutono di auto da 50,000 euro. Ridiamoci su per non piangerci addosso.
      I figli di papà, quelli veri, sono più rudi e debosciati di me? Nessuno mi aveva mai dato del debosciato! La mia parte giovanile ti ringrazia. Rude, sì, me l’avevano detto. Ci sto lavorando a diventare migliore, non sto scherzando.
      C’è solo una cosa che mi infastidisce di quello che hai scritto. Ed è una cosa che avevano tirato fuori anche in occasione di un altro mio post (che fece scalpore qua a Bari) sul Chiringuito. Vi prego, vi prego, non mettete in mezzo la retorica terzomondista, non ce la faccio a sopportarla: cosa c’entra il telo 4X4 con il signore senegalese bisognoso di soldi? Che vuol dire? Che mi devo vergognare di aver sfottuto una tipologia di telo perché lo vende una vittima della società globale? Che lo devo comprare pure io? Cosa? Spero fosse solo una nota e non avesse significati nascosti.
      Mi dispiace che tu mi abbia scritto “spero di non incontrarti mai”. E’ brutto da sentirselo dire. Soprattutto da una persona che poi conclude consigliandoti di imparare a sorridere alla vita.
      Un saluto

      Ps. per quanto riguarda la bicletta dimentichi un particolare importante: tu non hai la prostata, io sì

      • Lo ammetto. Ho scritto a caldo, di getto, perchè volevo difendere un posto a me molto caro che tu avevi snaturato. Adesso, a freddo, con più calma, ti chiedo innanzitutto scusa per il “spero di non incontrarti mai” perchè non è una frase e un modo di fare che mi appartengono. Seconda cosa, ci tengo a precisare che la questione del signore senegalese era solo un appunto e non celava seconde interpretazioni da preti missionari.
        Detto ciò ti spiego la mia rabbia. In troppi, da sempre, hanno etichettato Rosamarina come villaggio di fighetti e, onestamente, questa definizione non corrisponde al vero; sentirlo dire da un ragazzo che ci passa l’estate da 26 anni, mi è sembrato davvero insopportabile.
        Come ben sai, lungo le rive delle varie spiagge si alternano persone e famiglie di ogni tipo. In genere, dove mi metto io, si piazza quasi sempre un gruppo di signori che, giunta l’ora di pranzo, si rifocilla con le pietanze più disparate (quindi, non sono di certo marchesi o baroni, ma gente normale che vive la spiaggia come fosse casa propria – pensiero, questo, a cui attribuire un’accezione assolutamente positiva- ); per quanto riguarda i figli di papà davvero credo fermamente che quelli veri siano quelli rudi e debosciati (nel senso di trasandati, menefreghisti – ecco perchè ho scritto “più rudi e debosciati di te!”- , che non rincorrono le mode, che per venire a mare usano la stessa maglietta da vent’anni); poi ci sono i ragazzini, minchioni per l’età che hanno, perchè gli adolescenti indossano maschere che quasi sempre non gli appartengono, e quindi neanche li considero; i signori benestanti cafoni che ostenano esistono, in ogni angolo del mondo, non sono localizzati solo ed esclusivamente a Rosamarina e, soprattutto, non sono la maggioranza.
        Finita la disamina sui residenti, consorziati e non, passerei al capitolo “frenesia di vita che non la ritrovi manco a Hong Kong all’ora di punta”. Sono davvero dispiaciuta che tu la veda in questa maniera. Io sono abituata a contestualizzare le cose che sento in base a chi le dice e credo che tutta la frenesia di cui parli sia vera, ma fino a un certo punto perchè, se viene detta dal ragazzino neopatentato che deve per forza farsi 200km al giorno per il gusto di guidare, io non ci dò peso, alzo gli occhi al cielo e penso: “arriverai anche tu a non voler vedere un cambio e un volante!”, ma non posso di certo pensare che il suo sia un atteggiamento sbagliato perchè io alla sue età andavo ogni mercoledì e giovedì al Guendalina a Maglie (credo … o cmq in quella zona) e tornavo entro le 5.30 per non farmi sgamare dai miei. Oggi non ci penso manco morta!
        E ancora, non credo che tu sia serio quando dici di non sapere cos’è Lido Bosco Verde, è un posto per finti fricchettoni (vogliamo dare addosso anche a loro?) dove dicono ci sia un bell’aperitivo con drink, musica ecc (dicono perchè io quest’anno non ci sono mai andata. Ma andavo a Monticelli e mi divertivo perchè dai, ammettiamolo, a Rosamarina non c’è mai un cazzo di niente da fare e va bene il relax, ma poi la pressione in qualche modo dobbiamo farla salire altrimenti rischiamo il collasso! E potrei anche iniziare a raccontarti di quando a Quarto di Monte non c’era nulla. C’era una specie di chiringuito con i lettini e le sdraio che avevano impresse, sulle righe verdi e arancioni, la scritta LIDO MONTICELLI, ma poi sarei nostalgica e lo sono di rado, mi piace l’evoluzione.).
        Per quanto riguarda le barchette (perchè di certo non sono Yatch, ma trabiccoli galleggianti), posso anche darti ragione, ma che colpa abbiamo noi? La legge dice che possono ancorare al di là della boa (che non so quanti metri siano) e, quando la oltrepassano arriva pronta la guardia costiera da Villanova. E’ tutto ciò che si può fare quindi è una lamentela inutile e cmq non deve passare il messaggio che lo si fa solo cazzo davanti alle rive di Rosamarina.
        Ecco, ciò che, in sostanza, vorrei dire è che la tua visione di Rosamarina è troppo distorta dalla realtà, perchè la gente normale supera di gran lunga quella che appartiene alla categoria “Vip-s” (che poi, quelli che tu definisci “vip-s” io li definisco cozzali arricchiti e, in quanto tali, li ignoro e proseguo dritto per la mia strada).
        Io credo che Rosamarina sia un villaggio molto grande (forse tra i più grandi d’Europa se non erro) e questa caratteristica presuppone una enorme quantità di gente che, per forza di cose, sarà variegata, eterogenea. E se ci sono i ricchi, beati loro (io quando pedalo mi fermo a guardare quelle che chiamo le “megaville” e mi incanto, e invidio i proprietari); e se ci sono i ragazzini deficienti povero chi si deve relazionare con loro, e se ci sono le signore che vanno a mare truccate evviva a me che a 30 anni riesco ancora a non truccarmi manco la sera, e se ci sono le ragazzine con i micro costumi beate loro che hanno dei fisici che glielo permettono, e se ci sono i super tatuati con le frasi fatte poveri loro che ce li avranno anche da morti.
        Insomma, la mia conclusione è che ogni posto può essere paradiso o inferno, dipende da chi lo guarda. (Un pò come la frase più famosa che recita LA BELLEZZA STA NEGLI OCCHI DI GUARDA, ed è proprio così).
        La mia reflex immortala un posto che tu non hai descritto ecco tutto.
        Alessia

        • Non c’è bisogno di scusarsi anche se lo apprezzo. Tra le tue parole ho scorto un amore per il villaggio ma anche, e perdona il mio piscologismo spicciolo, un certo senso di paralisi generazionale: e io non riesco a incazzarmi con chi è sulla mia stessa barca, anzi zattera.
          Per il resto, tutto abbastanza condivisibile tranne, secondo me, la tua troppo leggera accettazione dell'”affaire barche”: che secondo me è uno scandalo e una porcheria a prescindere che lo facciano in tutto il resto d’Italia. Ma vabbè.
          I “Vips” a Rosamarina saranno pure una percentuale minore rispetto alla “gente normale” ma ci sono e, fidati, si fanno purtroppo sentire.
          Capitolo giovani: massì, io ci scherzo su (e scherzo anche sulla mia pigrizia nongiovanile!). E’ normalissimo (e pure giusto) che i ragazzi vadano al Samsara (ci sono andato una volta e mi sono reso conto che i miei 30 km settimanali di corsa non sono abbastanza), al Lido Boscoverde (non ci sono mai andato nonostante i diversi inviti) o all’Aranceto. Quello su cui scherzo un po’ più seriamente (se mi passi l’ossimoro) è l’OBBLIGO che molti di loro sentono per queste cose. Cioé: se in vacanza non vado là e là e là allora ho sprecato la mia vacanza. La vacanza diventa lavoro e allora la cosa inizia a non piacermi più di tanto.

          Guarda, io non credo che esista il paradiso da nessuna parte. Però non credo nemmeno che Rosamarina sia l’inferno (e questo lo si capisce, spero, dal post stesso) o un carcere per ricchi (un’iperbole senza dubbio ma la querela risparmiamocela per cose più serie). Rimaniamo così: la tua reflex immortala un posto che io non ho descritto tutto. Mi sembra la conclusione più corretta. E poi ci incontreremo come i vips a prendere un whisky al Valentino.

        • trovo le puntualizzazioni di Alessia ineccepibili…condivido ogni sua parola. In un villaggio così grande ovviamente ci sono persone discutibili, ma tantissime persone che vivono la vacanza con serenità e pacatezza. Purtroppo tutte le volte che si parla di Rosa Marina, si deve fare ironia su i vip i suv ecc.ecc.. invito tutti coloro che nei commenti hanno avvallato le considerazioni dell’autore dell’articolo, a non venire a Rosa Marina, ce ne faremo una ragione

    • Concordo con Giuliano.
      Forse dovresti rileggere il tutto in chiave ironica,un po’ paracula e con un pizzico di amarezza.
      E forse dovresti leggere anche l’ultimo capitoletto (probabilmene ti è sfuggito) che fa capire cosa vuol dire amare un posto e vederlo spesso maltrattato “fisicamente” da molte persone.

      • Ho rettificato la mia prima risposta. Questo articolo causa questi commenti “Pippo | settembre 17, 2013 alle 3:48 pm
        Post EPICO.
        La giusta descrizione di quello che Rosa Marina è: un carcere per ricchi.” Sarebbe da querela.

  11. Sono capitata su questo blog e su questo articolo per caso…dalla condivisione fatta da un amico su fb, così per curiosità…e pur non avendo la villa a Rosa Marina – ma essendoci stata tante volte come ospite – mi è piaciuto un sacco leggere l’articolo, tanto che sono arrivata fino all’ultima parola (per me non è così frequente!)…oltre al tono ironico e divertente, ciò che mi è piaciuto davvero, è aver trovato qualcuno che in tante cose la pensa come me, e che va al di là delle apparenze e di tutte le stronzate in cui tanta gente si bea soddisfatta di vivere…beati loro che gli basta così poco! 😉
    Penso tornerò a trovarti!
    Ciao
    Marina

  12. Si vabbè, so tutti bravi a parlare così: i bambini che fanno i fighi con i soldi del papi, i 20enni che si sentono già arrivati, i quarantenni col macchinone e con la panza e lo sguardo che ti dice “tu non sai chi sono io!”, c’erano, ci sono, e ci saranno sempre a rosamarina. I luoghi frequentatissimi come covca o valentino lo stesso, a quanto pare se uno non li sopporta così tanto, è proprio perchè, gira e rigira, ma anche lui sta sempre là!
    Ci tengo a precisare che non è un commento che mira a difendere ste teste di cazzo.
    Sono uno di quei poveri sfigati che ha la villa nella zona Uliveto (che già questo fa storcere il naso a ste persone) (poi mi devi dire perhcè questa non l’hai nominata proprio, visto che le fregature di rosamarina ce le prendiamo tutte noi, come girare senza casco, tra le sbarre quando si mettono a fare il posto di blocco, o non poter entrare nella zona mare col motore “perchè dalle 14:00 alle 17:00 fa rumore”, e poi, mentre litighi con la pantegana, ti vedi dall’altro lato della sbarra il coglioncello di turno che con quel suo rs con la marmitta modificata che tira manco fosse Valentino Rossi facendo un casino della madonna)
    Ho una honda hrv dal valore di 2 noccioline e mezza banana con l’impianto a gas, ho 21 anni e vado a rosamarina da 14, quindi anche io l’ho vissuta e ci vivo costantemente, allora mettersi a fare sta critica disfattista su rosamarina non mi sembra il caso, la soluzione è semplice: non avere a che fare con sti nessuno pieni di soldi che si sentono superiori al cazzo. Nessuno di quelli con cui me la faccio lì è così nè tantomeno passo le mie giornate ad inseguire gente lì dove c’è la “situazione a stare”, cosa vorrà dire poi?
    Vado a mare dalle 11 e ci rimango fino alla sera alle 20:00, la sera c’è ostuni torrecanne cisternino e dintorni vari dove andare, non vedo perchè ci si debba uniformare, allora a quanto pare se sei così informato a riguardo si vede che sei uno dei tanti (perchè ce ne sono, eccome!) che si diverte a criticare, in modo tale da far passare il messaggio “guardate, sono di rosamarina però non sono così, eh” ma alla fine sempre in mezzo alle stesse teste di cazzo sta, e allora non lamentarti e subisci in silenzio perchè rosamarina è una questione di scelte, tutto dipende da cosa decidi di fare, nessuno ti obbliga ad uniformarti.
    Ps: io sto fisso alla rodos, in 14 anni non ho mai trovato nè merda, nè immondizia nè profilattici nè alcun che, ho trovato un mare tra i più belli della zona, soprattutto quando c’è scirocco, e si, è vero, ogni tanto quando l’avvocato/mafioso/contadino arricchisciuto di turno si avvicina troppo alla spiaggia col suo gommone/motoscafo che sia, si forma la schiumetta e la benzina arriva inesorabile a rompere il cazzo (per la cronaca, avviene dovunque, anche nel salento).
    Insomma non facciamo passare l’idea che rosamarina sia solo questo,perchè io che con tutto questo non ho niente a che fare, come spero sia per l’autore dell’articolo, non ci sto, e proprio uno che la pensa come me dovrebbe capire, allora racconta anche l’altra rosamarina.
    Altrimenti si ottiene soltanto che i “vip” leggono sta cosa e si fanno 2 risate pensando “mo è vero, siamo proprio noi, il top, il nettare” e altre locuzioni gergali fighetto del quale non conosco l’esistenza e di queste critiche se ne sciacquano le palle, mentre tutti gli altri, che già pensano male di rosamarina, ne penseranno ancora di più con la conclusione inevitabile del fatto che se dici di essere di rosamarina, sei etichettato come “ricco-evasore-figlio di papà-vip o cazz” ecc. e RIPETO CHE A QUESTO NON CI STO!!!

    • Mi sono divertito a leggerti. In senso positivo eh. Poni alcune questioni interessanti e lo fai con intelligenza e con tono accattivante (anche quando è piccato). Tento di risponderti. Storicamente, che io sappia, l’Uliveto era una delle “zone in” di Rosamarina tanto che un mio amico era solito dire, a paraculare, che le Bancarelle servivano per raccogliere soldi per i bambini poveri dell’Uliveto. Vabé. Francamente non avevo idea che qualcuno potesse storcere il naso perché una persona è dell’Uliveto (Io lo faccio con quelli di Cala ma giusto per folklore). Capisco le rotture di cazzo che avete. Prima o poi bisognerà acquistare quell’inutile tratto di strada provinciale e riunire il villaggio. Di questo ne sono convinto. E se si metterà ai voti andrò convinto a votare. Perché non ho parlato dell’Uliveto? Per due motivi: primo, non posso esagerare con la lunghezza dei pezzi (è pur sempre un Blog e non un’enciclopedia); secondo, non lo conosco abbastanza. E poi, come hai implicitamente detto anche tu, la vita del villaggio si svolge dall’altra parte delle sbarre. E quindi là ho voluto concentrarmi.
      Sei libero di credere a quanto dico adesso. Il sottoscritto frequenta poco, pochissimo, quei luoghi che ha descritto (Aranceto, Valentino…) e gira ogni estate tutta la valle d’itria: da Ostuni a Cisternino, dalla Selva di Fasano a Martina Franca. Con questo non voglio dire che ci sia qualcosa di sbagliato a frequentare i luoghi di Rosamarina. Lo dico chiaramente. NON C’E’ NIENTE DI SBAGLIATO. Mi diverte esagerare e stigmatizzare certi comportamenti che in certi luoghi – proprio perché sono così affollati – sono più frequenti che altrove. Tutto qui.
      Tu dici “se sei così informato a riguardo si vede che sei uno dei tanti che…”. Sapere che succede non è sempre sinonimo di essere partecipi di quello che succede. Poi, sì, sono uno dei tanti. Ma tant’è.
      Capitolo mare. Non ci credo. Scusami ma non ci credo. Non posso credere che alla Lambertiana, 100 metri dalla Rodos, arrivino le cose di cui ho scritto e alla Rodos, con la conca poi!, arrivino “solo” la schiuma e i residui di nafta.
      Per il resto: io e te siamo a rosamarina da un bel po’ (io da 26 tu da 14 anni). Se abbiamo “resisistito” così a lungo, vuol dire che qualcosa di decente c’è. La mia chiusa dell’articolo era proprio a significare questo. E’ un bel posto, ricco di ricordi e di possibilità, inon permettiamo ai cliché e alle cattive abitudini di rovinarlo del tutto

      • Grazie per la risposta, ti confesso che “piccato” sono andato sul dizionario a vedere cosa significasse perchè inizialmente mi stavo incazzando ancora! effettivamente sono stato un po’ affrettato nello sputare sentenze, era un commento uscito “di pancia” per i motivi di cui sopra.
        Detto questo, è vero, tutto ciò che accade, non ho saputo/voluto cogliere l’ironia del discorso, o meglio l’ho colta però era per farti capire come, se descrivi una cosa così come l’hai descritta tu, passerà l’idea del “rosamarina, luogo da evitare, bari-bene!”. Perchè come ti dicevo, i veri decelebrati continueranno a comportarsi in tale maniera e gli altri a pensarne male.
        La cosa che mi ha fatto incazzare è stato appunto pensare ai tanti, ma tanti, che criticano queste stesse cose, ma poi sono loro stessi i primi a incrementare il numero di apoplegici che risiede in quel di rosamarina (non conoscendoti, non posso dire se tu sia uno di questi o no, spero vivamente di no!). Perchè negli anni non sai quante volte la gente ha detto/fatto/ripetuto le stesse frasi, magari 2 secondi prima che stava con te a scambiare 2 chiacchiere, salvo poi 2 minuti dopo trovarli seduti con i vip parlando quello slang a me ignoto del “fighetàge”.
        Per quanto riguarda “racconta l’altra rosamarina” non era riferito alla triste e sempre silenziosa zona Uliveto (ce ne sono di aneddoti incredibili anche lì, riguardanti la parte cattolica di rosa marina, ma non è tempo nè luogo per parlarne), ma a quella che riguarda gente “normale” (oddio che poi definirmi normale mi fa paura, mi sembra che il resto siano handicappati…che poi + o meno così è, ma è un’altro discorso….)insomma gente che non si comporta così, che ce n’è e tanta!
        Capitolo mare: si, confermo, aldilà di qualche fazzoletto o bicchiere di carta buttato in mare dalla tata del bimbo vip di turno, non ho mai trovato nulla, anzi!
        Certo, eccezione fatta per quella famosa volta in cui scoppiò il tubo della fognatura nei pressi della spiaggia di cala, allora si che si trovò la merda, ma letteralmente: acqua marrone e stronzi grandi quanto un bambino a galla, ma credo te ne ricorderai. Fu tuttavia un caso isolato, poi boh, sarò io cieco ai rifiuti, può essere.
        Ci si vede al valentino, o “a stare” da Loredana D: ….

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