Il Regalo di Laurea

Quando qualcuno si laurea è sempre un piacere.
Vai a Economia o a Giurisprudenza e,  in mezzo ai futuri manager-trufftori e ai futuri avvocati-avvoltoi, ti rifai gli occhi con le ragazze vestite di tutto punto e di tutta classe. Fai un salto al Politecnico e assisti a spettacoli incomprensibili ma affascinati: l’amico parla di calcoli e funzioni mentre sullo schermo passano immagini avveniristiche e tu parti in trip mentali che coinvolgono progetti di rivoluzione tecnologica del mondo e conquista della copertina di Time. Entri allegro al Policlinico – e questa è già una contraddizione in termini – e applaudi il compagno che, si spera, non ti farà pagare la parcella un domani. Ok, a dirla tutta, io alle sedute di laurea di Medicina penso solo a due cose:

  1. Minchia, ma questa malattia è orribile! E se me la beccassi? Anzi potrei già averla!
  2. Minchia, questo quando entra nella scuola di specializzazione si becca 1.600 euro al mese. Chi cazzo li ha mai visti 1.600 euro?

Comunque sia, quando qualcuno si laurea è sempre un piacere. Certo, se tu ti devi ancora laureare magari un po’ sei triste («chissà quando toccherà a me») però poi un sorriso al laureato glielo regali lo stesso . Se poi tu ci sei già passato, sei totalmente felice per quell’amico che, come te, ha completato un percorso e ne inizia un altro – quello della ricerca del lavoro – che è più difficile, più lungo, più di merda. Insomma così ci si sente meno soli. E poi quando qualcuno si laurea e tu sei invitato finisce che ti scattano  foto, ti taggano su Facebook e ti puoi  pure mettere la camicia senza sentirti vecchio. Sarebbe tutto bello, insomma.
Sarebbe.
Se non fosse per IL REGALO DI LAUREA.
Il regalo di laurea come tutte le cose che coinvolgono più di tre persone rivela la natura profondamente imperfetta della specie umana.
Tutto inizia in sordina, con calma, ma nel giro di pochi giorni tutto precipita nel caos. A una settimana dalla laurea un consiglio di 10 SAGGI si riunisce in un bunker tra le montagne del Colorado e decide il regalo. Chi sono questi saggi e che criteri hanno adoperato per scegliere il regalo rimane un mistero come Roswell, l’Area51 o l’assassino di Kennedy. Fatto sta che, partorita la scelta, vengono spediti degli emissari per LA RACCOLTA FONDI:
« Ciao Renà, vedi che ho sentito Giovanni che mi ha detto che stanno pensando di comprare una reflex per la laurea di Francesca. Ha chiesto se noi vogliamo partecipare».
Momento di silenzio. Poi rifletti. Francesca pensa che i megapixel siano un gruppo dubstep e stanno pensando a una reflex?  E poi quale reflex? E poi chi cazzo è Giovanni?
Ma è inutile discutere.
La scelta non può essere cambiata. O entri nel branco o devi sopravvivere da solo. E dunque accetti a malincuore, sapendo che la reflex verrà usata per fotografare calici di vino e piatti di pasta. Ma i cazzi, quelli veri, iniziano adesso. Adesso che bisogna decidere QUANTO mettere. L’Ecole Barisienne ha appositamente calcolato l’INDICE ECONOMICO DEL GRADO DI AMICIZIA. Se il festeggiato lo conosci da più di cinque anni e vi sentite con cadenza settimanale la quota deve partire dai 20 euro in su. Se rientra nella categoria “migliori amici” devi partecipare al regalo collettivo ma sei obbligato a FARE UN PENSIERO PERSONALE. Per tutti gli altri – conoscenti, amici semplici, amici di amici – si va dai 10 ai 20 euro a secondo della disponibilità. Ma non tutti seguono questo semplice vademecum.
C’è la IENA che non volendo scucire più di 10 euri ti chiama cercando di mettere su il branco, per convincerti cioè a dare i soldi insieme: «se diamo 40 euro in 4 si nota meno!».
C’è l’INDISPONIBILE quello che al momento di dare i soldi ha un febbrone da cavallo,  un «impegno improvviso, non posso proprio passare» o un parente stretto ricoverato in terapia intensiva. Può permettersi di fare questo gioco perché sa che in ogni gruppo di raccolta fondi c’è l’ANTICIPATORE quello che, ancora convinto della fondamentale bontà umana, dice «okok, non c’è problema te li anticipo io, poi me li ridai». Quando poi l’Anticipatore tenta un recupero soft dei suoi soldi «ah sai che l’abbiamo comprato poi il regalo per Francesca?» scopre che l’Indisponibile è dovuto partire a Bangkok e non sa quando tornerà.
Ma il vero genio assoluto è IL PROPORZIONALISTA, l’individuo che dà la sua quota a seconda del tipo di festa a cui è invitato:

  • Aperitivo post-lauream, 10 euro.
  • Offerta di cocktail/prosecco in un bar la sera, 10 euro.
  • Serata in discoteca con tavolo, 20 euro.
  • Ricevimento con cena e vestiti da sera, 25-30 euro.

Per quanto mi riguarda io appartengo fieramente alla categoria dei MINIMI COMUNI MULTIPI: mi faccio dire dagli amici che hanno il medesimo grado di amicizia quanto pensano di mettere e mi accodo. Ok, lo ammetto a volte ho partecipato a discussioni in cui si è tentato di stabilire se mettere 10 euro al posto di 15 euro avrebbe cambiato la nostra percezione agli occhi del festeggiato. Ho sempre votato per la mozione «mettiamo 10 euro tanto non è che per 5 euro ci considererà più amici».
Non ne vado molto fiero.
Grazie a dio queste discussioni non andranno mai in streaming.

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3 thoughts on “Il Regalo di Laurea

  1. Sei un grande. Succede davvero cosi, io penso che a laurearsi sia una schiera di amici dello stesso gruppo bisogna , mettere per tutti la stessa cifra. Se si e tanti bene, se si e pochi…male. ma cmq 10 euro canonici a testa.

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