Il compleanno al tempo della Feltrinelli

Lo dico senza tanti giri di parole: la cultura è importante, leggere fa bene alla vita, i libri devono sopravvivere. Ma i libri al mio compleanno hanno rotto il cazzo.
Per anni le persone hanno approfittato del mio status di lettore per cavarsela con un fottuto, miserabile libro. E avevano pure il coraggio di darmelo incartato: oh oh chissà cosa sarà mai eh! sai che brivido, sai che suspense nello scartare eh? Esticazzi, un libro! Grazie mille!
E loro cosa rispondevano? «Dicono sia bello».
Di-co-no-che-sia-bel-lo.
Per la serie: mica l’hanno letto, qualcuno (chi? Per dio chi?) ha detto che è bello e loro te lo regalano. E poi si dice che non c’è più fiducia. È come se io volessi regalare una maglietta ed entrassi nel negozio e al commesso che si offre di mostrarmi gli ultimi arrivi dicessi: «No, no non farmela vedere. Scegli tu. Basta che sia bella». Per anni la gente se l’è cavata così, regalandomi IL LIBRO DEL MOMENTO che poi è il libro di cui si parla in televisione: Harry Potter, Il Codice Da Vinci, Gomorra, La solitudine dei numeri primi etc etc.
Tanto sanno tutti che io il libro del momento non lo leggo mai sul momento.
Non certo per snobismo culturale ma per economia: i grandi successi sono nella maggior parte dei casi in edizioni hardcover (per quelli che leggono solo i cartelli stradali le edizioni hardcover sono quelle con la copertina rigida) e costano dai 17 euro in su. Certo, conta il pensiero, come si suole dire. E almeno fino a qualche anno fa un po’ di pensiero c’era: quanto meno dovevano leggere il titolo del libro e pensare «vabbè può andare».
Poi hanno aperto la Feltrinelli e tutto è cambiato. Da allora non più pacchi regalo a forma di libro ma queste cose qua:

buonoreg

Buste rosse con buoni. Aprire con cultura. C’hanno pure trovato lo slogan azzeccato.
Ok, fanno piacere. Son pure comode e convenienti: di fatto l’ultima volta che ho pagato cash alla Feltrinelli c’era ancora la lira. Ma quanto sono freddi e impersonali, i buoni. Non sono un pensiero. Non sono un qualcosa che va bene per te, che è stato pensato per te. Se un buono lo perdi per strada lo può raccogliere chiunque e chiunque potrà utlizzarlo anche se quel buono non era per chiunque ma per te.
«Ma così ti puoi prendere quello che vuoi», dicono di solito.
Col cazzo. Così mi posso prendere IL LIBRO che voglio. Mica quello che voglio. Io voglio un Hard Disk esterno  perché ho così tante serie tv scaricate che le devo mettere nell’armadio. Io voglio una digitale compatta così posso farla entrare nel bagaglio a mano Ryanair senza indossare tredici maglioni per guadagnare spazio. Io voglio degli occhiali da sole graduati così a mare posso vedere se da lontano arriva qualcuno che mi sta sul cazzo e nascondermi dietro le dune.
«Ma ti puoi prendere anche dei dvd, dei cd».
Sì come no! Nel 2013 chi compra dvd o cd andrebbe rinchiuso: non ho ancora deciso se per internarlo o per proteggerlo in quanto specie in via d’estinzione. Io di sicuro non lo faccio. Se non volete sbattervi a cercare un oggetto – dal portachiavi alla penna – che possa avere pertinenza con la mia scialba personalità a questo punto datemi soldi, in contanti, non tracciabili. O se vi piace il buono fatemelo a Mediaworld ché il mondo elettronico-digitale è sempre ricco di meraviglie inutili da acquistare.
Ma non mi faccio illusioni. Sono perfettamente consapevole che questo appello andrà perduto come lacrime nella pioggia, come i momenti di vita di Roy Batty in Blade Runner,  e che le sue parole si disperderanno nel vento come gli interrogativi di Bob Dylan.
Perché io vi conosco.
Io so.
Io so che non avete idea di che oggetto prendermi.
Io so che i soldi cash non rientrano nei vostri standard.
Io so che fino a Mediaworld non volete andarci.
E dunque facciamo un accordo.
Andate pure alla Feltrinelli, perché sta in centro, perché è sempre aperta, perché so che ti piace leggere. Entrateci pure, alla Feltrinelli. Fate un cenno di saluto al ragazzone che vigila in abito scuro, superate il primo banco dove stanno gli ultimi arrivi,  buttate un occhio ai libri più venduti e ignorateli, smarcatevi dallo scaffale del fantasy/rosa e fermatevi nel corridoio centrale. Evitate i Classici della Mondadori e della Bur perché quei libri è probabile che li abbia già letti, avvicinatevi al mucchio convulso Einaudi-Stile-Libero, Piccola-Biblioteca-Mondadori, Tascabili Bompiani e   prendete il primo libro che vi capita sotto mano. Fatevi un giro al secondo piano e vedete se c’è qualche offerta interessante per le vostre console così avrete fatto una via e due servizi. Se c’è – difficile ma possibile – servitevi pure. In caso contrario tenete stretto l’oggetto cartaceo afferrato al piano inferiore e andate alla cassa. Fate la fila, non cedete alla tentazione di sborsare 34 euro per una chiavetta USB da 4 Gb solo perché  a forma di hot dog e pagate. Ricordatevi di farvi coprire il prezzo e ricordatevi di strappare l’etichetta del “-15%”. Poi venite da me, datemelo e ditemi: «Sai, mi ha fatto pensare a te. Son sicuro che ti piacerà».

E io ci crederò.

(Ps. Voi però non credete a questa cazzata.  Se andate alla Feltrinelli per farmi il regalo, fatemi un buono. Perché se scegliete a caso rischiate di scegliere a merda.  E  già i libri in sé mi hanno rotto il cazzo. Figuriamoci i libri di merda. )
(Ps.2 Sì, oggi è il mio compleanno.)

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12 thoughts on “Il compleanno al tempo della Feltrinelli

  1. Ecco,visto che hai sollevato la questione, vorrei esprimere la mia frustrazione nell’avere un buono da 100 euro di Feltrinelli (regalatomi, quando di solito o compro classici al mercatino dell’usato o vado in biblioteca) e non poterlo usare nemmeno per comprare il tuo libro nella mia città! Questa è sfiga..

  2. Ho scoperto oggi questo blog. Ti faccio i miei complimenti, è piacevole leggerlo e ti faccio
    anche gli auguri passati con ancora più piacere in quanto ho appena scoperto che festeggiamo il compleanno lo stesso giorno! ahahah

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