Cose che io non so

A volte penso che qualcuno mi addormenti con il cloroformio, mi infili in una cella criogenica per un po’ e poi mi scongeli senza che io abbia ricordo alcuno di quello che mi è successo.
Questa è l’unica spiegazione che sono riuscito a trovare per giustificare dei cambiamenti nel mondo circostante che avvengono PER ME improvvisamente e senza motivo apparente.
Le foto, per esempio. Ora, per anni, da quando le macchine fotografiche avevano ancora il rullino, ci hanno insegnato che al momento del flash bisogna sorridere (e cercare di tenere gli occhi aperti). CHEESE e zac! Denti bianchi, gialli, storti, in bella mostra e tanti saluti. Poi un giorno, ad una festa, durante i primi tempi della rivoluzione digitale, mi mettono in un gruppo pronto per essere fotografato. Tre-due-uno e COSA STA SUCCEDENDO PER DIO?
Tutti attorno a me fanno una linguaccia. Cioè: hanno la bocca aperta e la lingua da fuori, come quando l’otorino vuole dare un’occhiata alle tue corde vocali e ti infila in gola quello strumento con lo specchietto all’estremità e ti dice fai aaaaaaaah.  Ma qua non stiamo dall’otorinolaringoiatra. E dunque perché cazzo stanno facendo questa cosa? Forse è un gioco, una scommessa, uno scherzo e io non sono stato avvisato? No, niente di tutto questo. Perché dal giorno dopo sulle allora piattaforme sociali – BariNight, SkakkiNostri – tutti e dico tutti iniziano a comparire sulle foto con le lingue in bella mostra. Forse è da lì che il virus H1N1 ha iniziato a diffondersi.  Vabè, può succedere. Una rondine non fa la primavera e una linguaccia non fa un mistero. Ma poi i casi sono andati diffondendosi.
Un giorno, prima metà di giugno, cammino spensierato sulla passerella che mi conduce in spiaggia. Dovete sapere che io vado a mare con lo stesso outfit da quando mi sono scesi entrambi i testicoli: boxer un po’ sopra il ginocchio, maglietta vecchia che può essere esposta alla salsedine e asciugamano da buttare sulla sabbia per segnare il posto. Bene, così conciato arrivo in spiaggia e COSA STA SUCCEDENDO PER DIO? Tutti i ragazzi intorno a me indossano dei boxer un po’ più bassi del normale e portano delle mutande da sotto! Cioè mutande tipo D&G, Cavalli e altri nomi! E le fanno uscire dai boxer! Cos’è stanno girando un film e nessuno mi ha detto nulla? Chiedo al bagnino ma quello mi guarda strano e senza rispondermi va sotto la sua postazione a leggersi la Gazzetta dello Sport. Questo fatto comincia a tormentarmi. Inizio a investigare e scopro dei precedenti storici inquietanti.
  • Autunno 1999: le persone iniziano a indossare all’improvviso delle scarpe con una N maiuscola ai lati, una marca vista per l’ultima volta ai piedi di Terence Hill in uno dei suoi film in coppia con Bud Spencer alla metà degli anni ’70, il cui prezzo faceva spavento perfino in Lire.
  • Metà anni 2000: le persone fighe iniziano a comprare occhiali a montatura spessa, spessissima, quelli che la mia generazione ha sempre associato a Steve Urkel, il secchione sfigato di Otto sotto un Tetto.
  • Tardi anni 2000: con l’arrivo della primavera persone convinte che l’Intifada sia un locale dubstep fanno incetta di Kefiah da abbinare con giacche creando un sincretismo estetico, affascinante ma incomprensibile, tra il fighetto barese e il ribelle palestinese.
  • Data che non saprei quantificare: le persone smettono di allacciarsi le scarpe (sulle conseguenze socio-antropologiche di questo avvenimento cfr. R.Nicassio, Le scarpe allacciateBari, 2013)

Siccome sono cresciuto con X-Files, Jarod il Camaleonte e  Roswell, comincio a convincermi che dietro tutto questo deve esserci una regia occulta. Forse sono una specie di PAZIENTE X su cui testano le reazioni di fronte a comportamenti di massa. Non lo so. Fatto sta che l’anno dopo mi ritrovo sulla stessa passerella che mi conduce alla stessa spiaggia. Cammino lentamente perché ho paura di quello che potrò trovare alla fine. Mi sporgo e faccio una rapida ricognizione. Mi sembra tutto normale. Nulla di eclatante da registrare e MA COSA STA SUCCEDENDO PER DIO? I miei occhi si soffermano sui piedi degli esseri umani che mi sono intorno e inviano al mio cervello questa visione sotto forma di impulsi nervosi:

infra

Cosa sono quelle cose che avete ai piedi? Cioè sembrano le solite ciabatte ma…ma non hanno la striscia orizzontale, cazzo sono? come si reggono ai piedi? Come? Come hai detto che si chiamano? INFRADITO? Le Infradito? Gli Infradito? Cosa sono maschili o femminili? Ma ce le hanno tutti? Quando è successo? Cosa ne avete fatto delle ciabatte dell’anno scorso? Dove le avete buttate? Le avete regalate alla caritas? No, cazzo pure i vuccumprà ce le  hanno!

A questo punto stoppo le domande.
Ok, va bene. Il pazzo vuole cambiare il mondo, il saggio si adegua. Datemi un cazzo di paio di questi, queste, come cazzo si dice, infradito. Avete vinto. Le indosso
.
O-MIO-DIO.
Resisto 56 secondi scarsi. Mi volto verso l’amico che me l’aveva prestate, prestati (no ma seriamente qual è il genere di ‘ste scarpe?) e gli domando:
– Come cazzo fai a portarle?
– Che intendi?
– Intendo che mi segano il piede, mi grattugiano l’intercapedine tra l’alluce e il dito che segue.
A quel punto lui sorride e sentendosi molto, ma molto, ma molto uomo vissuto , mi fa spavaldo:
– Ah sì. All’inizio danno fastidio. Poi ti abitui.
ALL-INIZIO-DANNO-FASTIDIO-POI-TI-ABITUI. Questa frase me l’hanno ripetuta tutti ma dico tutti quelli a cui ho chiesto “ma a te non danno fastidio le/gli infradito?”. Ma, in nome del cielo, perché dovrei sopportare il fastidio per poi abituarmi?
Anche infilarsi un ombrello nel culo sarà fastidioso. Ma sono sicuro che prima o poi ti abitui.
(Vi scrivo dall’anno 2013. Nelle foto continuo a cercare di sorridere – ma gli occhi aperti sono per me un’utopia. Agli occhi porto degli occhiali con montatura sottile e già mi sembrano pesanti. Al collo, d’inverno,  indosso sciarpe  e, di primavera, niente e infatti  perché cazzo dovrei mettere qualcosa intorno al collo di primavera? Ai piedi calzo quello che trovo a metà prezzo durante i saldi; quest’anno sono addirittura riuscito a comprare delle Nike vincendo il terrorismo psicologico del pensiero no-global adoloscenziale che mi aveva inculcato il comandamento “non comprare le Nike, costano assai e le fanno i bambini orfani vietnamiti”.  E a mare, nonostante debba ormai girare mezzo mondo per trovarle, porto le ciabatte. Ora e sempre, resistenza.)
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18 thoughts on “Cose che io non so

  1. Salve Renato. Ti ho scoperto durante il mio recente soggiorno pugliese. Sono un ex tentato scrittore (ci riproverò verso i 70!) che ha pubblicato il suo errore di gioventù a 27 anni.
    Grazie per farmi ridere e sorridere ma anche per permettermi di conoscere meglio la realtá dei poco più giovani di me che sono nato alla fine dei ’70.
    Credimi ma ritengo che ci sia stata una vera cesura generazionale in quei 5/6 anni…
    Non so da voi ma qui in Toscana (Viareggio) le (ciabatte) infradito si portano dalla metá dei ’90 stile surfista, la kafiah sulla giacca é la naturale conseguenza della kefiah sul bomber dei primi anni ’90 insieme alle scarpe slacciate (le mitiche Reebok Pump!).

    Continua così…castiga ridendo mores!

    • Ciao carlo,grazie del commento e scusa per il ritardo (non l’avevo proprio visto). Son d’accordo sulla cesura generazionale e mi dispiace di sentire che in toscana convivete con le infradito da circa vent’anni. Non deve essere stato semplice

  2. Evidentemente in un qualche momento del 2008 devi essere stato risucchiato in un tunnel spaziotemporale che ti ha catapultato nel marzo 2013… altrimenti proprio non mi spiego come possa essersi materializzata sulla tua tastiera la parola SkakkiNostri! 🙂 (e comunque, chapeau!)

  3. Ciao ,innanzitutto voglio complimentarmi con te, sei molto bravo è sopratutto ironico. Per quanto riguarda le\gli infradito posso dirti che dopo 38 anni questo è il mio primo infradito e dopo un mese non riesco ad abituarmici ancora e ti spiego il perchè. Uno dei tanti problemi dell’infradito e come fare se nel bel mezzo della notte ti viene da pisciare devi inserire a velocità supersonica quel pezzettino di plastica che proprio non vuole entrare, e se comunque riuscissi nell’impresa di far entrare il pezzettino ,magari ,sbagli intercapedine cadendo e stramazzandoti al suolo…P.S. Scusami per la punteggiatura,per tutte le e senza accento e per tutto il resto ciao e grazie di darci questo spazio.

  4. Le scarpe non allacciate sono la prima cosa che mi è venuta in mente mentre leggevo il post, lieta che tu le abbia incluse nell’elenco:)
    Per la questione infradito io ho sempre detto LE infradito e ora mi hai insinuato questo dubbio atroce O.O”

  5. Allora tu mi stai dicendo che scrivi solo da marzo? Io adesso come devo fare? Quando sono arrivata (tornando indietro post dopo post) al primo post che hai scritto a marzo ho detto ‘che cazz? Com’è possibile che sia finito(o appena iniziato, a scelta!)’ continua! Mi piace troppo come scrivi, mi diverte e mi rilassa. Amen.

  6. TI ho scoperto per il posto sul Chiringuito che ho apprezzato tantissimo, ma forse forse questo è anche meglio! TI appoggio pienamente nella battaglia contro quelle enormi cagate chiamate infradito! 😀

  7. “Anche infilarsi un ombrello nel culo sarà fastidioso. Ma sono sicuro che prima o poi ti abitui.”

    Eh, bravo, dagli pure dei suggerimenti adesso.

  8. Conosco oggi il tuo blog. Invidio il tuo modo di scrivere e adoro le citazioni da figli degli ultimi anni ’80 come noi. Con ZeroCalcare, la migliore scoperta della rete da un paio d’anni a questa parte.

    • Minchia, li avevo rimossi! Non so se ringraziarti o gastemarti per aver riportato a galla questo ricordo. Oggettivamente inguardabili dal punto di vista estetico riuscivo (riesco) però a inquadrarli da un punto di vista logico: la protezione del piede contro i (terribili) pericoli nascosti tra la sabbia e il mare: dall’ago di riccio a quello della siringa dei drogati (negli anni 90 da me la siringa dei drogati aveva soppiantato l’uomo nero come spauracchio generazionale).
      Infradito, senza articolo così non sbaglio genere, e le altre cose descritte nel mio post invece non ce la faccio a motivarmele

      • Hai perfettamente ragione: dietro all’infradito c’è solamente una scelta scellerata pseudo fashion, dietro all’orrore del sandalo della paura si nasconde comunque l’atto estremo dell’amore materno che vuole proteggere il proprio cucciolo dalle minacce del mondo esterno, che a seconda del tempo son stati l’uomo nero, la siringa del drogato, la caramella dagli sconosciuti, quelli che ti caricavano su un furgone e di asportavano un rene….

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