LE FOTO DEL LUNGOMARE DI BARI

La primavera è agli sgoccioli, l’estate prende la rincorsa per sfondare a giugno, il sole esiste per tutti, le temperature si alzano, le gonne si accorciano. E poi ci sono loro. LE FOTO DEL LUNGOMARE DI BARI.
LE FOTO DEL LUNGOMARE DI BARI stile cartolina da vendere in fretta ai tedeschi sbarcati dalle navi da crociera prima che vengano scippati dai topinazzi sul motorino. LE FOTO DEL LUNGOMARE DI BARI con l’Adriatico liscio come l’olio e azzurro come il cielo e, sopra, il cielo, azzurro come il cielo con giusto due-tre nuvolette bianche che fanno capolino sullo sfondo del Palazzo della Provincia. LE FOTO DEL LUNGOMARE DI BARI affollano le bacheca dei Baresi e sembrano sfidarti come un gioco della settimana enigmistica a scovare le differenze tra una foto e l’altra. Ma non ci sono. O meglio non sono quelle le differenze che contano. La differenza tra le foto del lungomare di Bari risiede nel barese che la posta. Si danno tre casi principali:
  • L’EMIGRATO: vive al nord, Milano in primis, o nel vero Nord, da Zurigo in su. Ha trovato lavoro (così spera), ha trovato l’amore (così crede), comunque ha trovato che fare (cucinare e fare la spesa). Ma non ha trovato due cose: il sole e il mare. E allora a fine Aprile non ci sono cazzi che tengono. Si sente strano, nostalgico, annusa la festa di San Nicola nell’aria anche se abita ad Alexanderplatz. E dunque il suo personalissimo rimedio contro la sua personalissima saudade consiste nel postare la foto del lungomare di Bari e scriverci su: «casa è sempre casa: aspettatemi che arrivo» o «se penso che qui piove da 34 ore consecutive..»
  • L’INNAMORATO PERSO: vive a Bari dal giorno natale. Quando a Pasquetta lo portano in una villa vicino Monopoli mostra segni di insofferenza dopo appena 2-3 ore, non vede l’ora di tornare, non ce la fa a respirare l’aria, gli mancano le strade a scacchiera e le merde di cane sui marciapiedi del Libertà. Così quando la stagione si fa clemente può dare sfogo al suo amore incondizionato e sfrenato: posta la foto del lungomare di Bari e ci scrive su: «quanto cazzo sei bella Bari, non ti cambierei per nulla al mondo»  o, se è in vena di spararla grossa,  «Bari è la più bella città del mondo»
  • IL MARITO: vive o ha vissuto a Bari per anni. Il suo amore per la città è come quello che il marito prova per la moglie dopo 32 anni di matrimonio: tenue, sommesso, più incline a giocare sui difetti che a sottolineare i pregi. Così quando il sole illumina Bari e il caldo la rende più allegra lui reagisce esattamente come il marito che vede la moglie, dopo un sacco di tempo, vestita e truccata a dovere per via di un matrimonio. E dunque la sua foto del lungomare di Bari sarà corredata da un commento del tipo: «è vero non si trova lavoro, c’è traffico, le strade sono sporche, la delinquenza è assai, gli autobus non passano mai, i baresi sono tutti maleducati però…quando vedi queste giornate… non puoi fare a meno di pensare che abitiamo in una città bellissima». Se ha velleità politiche il commento si chiuderà con la classica invettiva: «ah se solo sapessimo valorizzarla!» .
E poi ci sono io. Che non ho mai postato FOTO DEL LUNGOMARE DI BARI perché non vado sul lungomare la mattina o se ci capito non porto con me la macchina fotografica perché sicuro me la rubano e lo smartphone non lo uso manco per il cazzo perché metti che mi cade nel mare del lungomare e poi chi cazzo la deve fare questa vita senza lo smartphone. Fino a ieri. Ieri stavo correndo e una ragazza mi ha detto: «guarda! fai una foto». E io l’ho fatta. Pensavo peggio.

Lungomare

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7 thoughts on “LE FOTO DEL LUNGOMARE DI BARI

  1. Pingback: Gli amici che se ne vanno | Il Blog Struggente di un Formidabile Genio

  2. penso che per completare quelli che sono gli stereotipi del barese ad hoc tu debba menzionare peroni e frecce tricolori………. prova solo ad immaginare lungomare sullo sfondo frecce tricolori in cielo e peroni ghiacciata in primo piano!!! 😀

    • Hai ragione. Anche se il mio progetto più ambizioso è la stesura della “Fenomenologia del Chiringuito spiegata ai posteri”. Sono fermo al capitolo I: “La ragione d’essere di un sabato sera presso un mercato del pesce”

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